Ferretti Group chiude i primi 9 mesi del 2026 con ricavi stabili a 888,6 milioni e ottiene l'autorizzazione per costruire superyacht fino a 100 metri ad Ancona.
I dati dei primi nove mesi del 2026 confermano che Ferretti Group mantiene una posizione solida nel mercato della nautica di lusso, con ricavi netti che si attestano a 888,6 milioni di euro e una raccolta ordini che supera i 664 milioni. A fare da contraltare alla performance finanziaria c’è una notizia di carattere strategico che guarda al futuro: il cantiere di Ancona ha ottenuto l’autorizzazione per costruire superyacht fino a 100 metri di lunghezza, un traguardo che riposiziona il gruppo italiano ai vertici mondiali della cantieristica di alto livello. Capire cosa significano questi numeri — e perché l’autorizzazione abruzzese conta davvero — è il punto di partenza per leggere dove sta andando uno dei marchi più riconoscibili del lusso nautico globale.
Ricavi a 888,6 milioni: cosa dicono davvero i numeri
Nei primi nove mesi del 2026, Ferretti Group ha registrato ricavi netti pari a 888,6 milioni di euro. Si tratta di un risultato che, stando alla lettura del Corriere della Sera, viene descritto come stabili rispetto al periodo comparabile, piuttosto che in forte crescita. È una distinzione importante: la stabilità in un mercato come quello degli yacht di lusso — esposto alle tensioni geopolitiche, alle fluttuazioni dei cambi e a una clientela ultra-high-net-worth particolarmente sensibile all’incertezza — non è affatto scontata.
A completare il quadro finanziario, la raccolta ordini si è attestata a 664,9 milioni di euro nel medesimo arco temporale. Questo dato è particolarmente rilevante perché gli ordini anticipano i ricavi futuri: un portafoglio ordini robusto a fine settembre significa che la pipeline produttiva è alimentata almeno per i prossimi trimestri. Per un gruppo che opera con tempi di costruzione che vanno da diversi mesi a qualche anno a seconda della lunghezza e della complessità dello yacht, avere visibilità sugli ordini è una variabile critica quanto i ricavi stessi.
Il settore della nautica di lusso, in questo 2026, sta navigando in acque non sempre tranquille: l’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro penalizza le esportazioni verso il mercato nordamericano, storicamente tra i più importanti per i costruttori italiani. In questo contesto, mantenere ricavi vicini alla soglia dei 900 milioni è un segnale che il gruppo riesce a difendere il proprio posizionamento.
→ Leggi anche: Cantieri italiani in espansione: Ferretti, Baglietto e Benetti tra nuovi progetti
Ancona e l’autorizzazione per yacht fino a 100 metri: perché è una svolta
Il 26 ottobre 2026, Ferretti Group ha annunciato ufficialmente di aver ottenuto l’Autorizzazione Unica ZES per il cantiere di Ancona, che consente la costruzione di superyacht fino a 100 metri di lunghezza. È una notizia che merita di essere letta con attenzione, perché non si tratta di un semplice ampliamento produttivo, ma di un salto qualitativo nella capacità cantieristica del gruppo.
Costruire uno yacht di 100 metri non è la versione ingrandita di uno da 30 o 40: richiede infrastrutture portuali dedicate, bacini di alaggio di dimensioni straordinarie, competenze ingegneristiche specifiche e una filiera di subfornitori capace di lavorare su scala diversa. Ottenere l’autorizzazione all’interno di una Zona Economica Speciale — le ZES sono aree che offrono incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche per gli investimenti produttivi — significa che il progetto ha superato una serie di verifiche amministrative, ambientali e urbanistiche non banali.
Il cantiere di Ancona entra così in un segmento, quello dei superyacht sopra gli 80 metri, che è dominato da pochi costruttori al mondo, prevalentemente olandesi e tedeschi. Ferretti Group si candida a competere direttamente in questa fascia, portando il vantaggio del design italiano e di una rete commerciale già consolidata nelle principali piazze mondiali del lusso nautico.
Il significato strategico dell’espansione nel contesto del gruppo
Ferretti Group non è un cantiere unico: è una costellazione di brand — da Ferretti Yachts a Riva, da Pershing a Itama, fino a CRN e Custom Line — ciascuno posizionato su un segmento diverso del mercato. La capacità di coprire una gamma che va dalle imbarcazioni sportive fino agli yacht da 100 metri è esattamente il tipo di offerta verticalmente integrata che i grandi gruppi del lusso cercano di costruire.
→ Leggi anche: Nuovi modelli superyacht: ISA Viper 130, Azimut Magellano 27M e Ferretti Saetta 128'
L’autorizzazione per Ancona si inserisce in questa logica: ampliare verso l’alto la capacità produttiva significa poter rispondere a una clientela che, una volta fidelizzata su uno yacht da 30 metri, può voler passare a qualcosa di più grande nel corso degli anni. Tenere quel cliente all’interno dell’ecosistema Ferretti è un obiettivo commerciale preciso.
Vale anche la pena sottolineare il contesto territoriale: Ancona è un porto con una tradizione cantieristica consolidata, e il coinvolgimento della ZES adriatica rappresenta un esempio concreto di come gli strumenti di politica industriale possano essere utilizzati da un’azienda privata per accelerare investimenti strutturali. Per il tessuto produttivo locale, un’espansione di questa portata si traduce in occupazione qualificata e in un indotto che coinvolge ingegneria navale, artigianato di lusso e logistica portuale.
Cosa osservare nei prossimi mesi
I dati dei nove mesi 2026 di Ferretti Group lasciano aperte alcune domande che troveranno risposta con la pubblicazione dei risultati annuali. La tenuta dei margini — citata come elemento di attenzione — sarà il vero banco di prova: ricavi stabili con margini in compressione segnalano pressioni sui costi o un mix di prodotto meno favorevole, e il mercato guarderà con interesse a come il gruppo gestirà questa dinamica nella parte finale dell’anno.
Sul fronte di Ancona, i tempi di avvio operativo del nuovo segmento da 100 metri dipenderanno dagli investimenti infrastrutturali e dall’acquisizione degli ordini: un superyacht di quella dimensione richiede anni di costruzione e un impegno finanziario del cliente che si misura in decine, se non centinaia, di milioni di euro. I dettagli sull’operatività del cantiere e sui primi contratti in questo segmento saranno i prossimi indicatori da monitorare per chi segue da vicino l’evoluzione di uno dei gruppi nautici più rilevanti del panorama italiano.
Per chi vuole seguire direttamente gli aggiornamenti ufficiali, il sito Ferretti Group pubblica tutti i comunicati relativi all’autorizzazione di Ancona nella sezione news istituzionale. I prossimi mesi diranno se la stabilità dei ricavi è una fase di consolidamento prima di una nuova accelerazione, o se il gruppo dovrà affinare ulteriormente la sua strategia commerciale in un mercato che non perdona l’immobilismo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
