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La nautica italiana guarda sempre più lontano. In poche settimane, due dei nomi più riconoscibili del settore — BWA Yachting e Azimut — hanno annunciato mosse concrete sul fronte dell’espansione internazionale yacht, aprendo nuove sedi e stringendo accordi di distribuzione in mercati geograficamente distanti tra loro ma accomunati da un potenziale di crescita significativo: America Latina, Nuova Zelanda, Messico, Galápagos. Un segnale chiaro di come la cantieristica italiana stia cercando di presidiare mercati emergenti prima che diventino terreno di conquista altrui.
BWA Yachting: da Panama alla Baja California, fino alle Galápagos
La storia di BWA Yachting in America Latina si sta costruendo a ritmo serrato. Circa un mese fa il cantiere aveva lanciato BWA Yachting Latin America con operazioni attive in Panama e Colombia. Già adesso arriva il passo successivo: nuove sedi operative in Messico — con base a La Paz, nella Baja California Sur — e nelle Galápagos, l’arcipelago ecuadoriano patrimonio dell’UNESCO e meta ambita da diportisti e charter nautici di tutto il mondo.
La scelta di La Paz non è casuale. La città affacciata sul Golfo di California è da anni uno dei principali hub della nautica da diporto nel Pacifico messicano, con una stagione di navigazione lunga, acque protette e una comunità di velisti e motonautici in costante crescita. Le Galápagos rappresentano invece un mercato di nicchia ad alto valore: un contesto naturalistico unico che attira charter di lusso e imbarcazioni da spedizione, con una clientela internazionale disposta a investire in qualità e affidabilità.
In meno di due mesi, BWA Yachting ha costruito una presenza in quattro Paesi latinoamericani. Una velocità di espansione che racconta una strategia precisa: non aspettare che il mercato maturi, ma entrarci mentre è ancora in fase di sviluppo, con il vantaggio del posizionamento pionieristico.
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Azimut punta su Nuova Zelanda e Messico con dealer dedicati
Sul fronte opposto dell’industria, Azimut ha scelto un approccio diverso ma ugualmente deciso: rafforzare la propria rete distributiva globale attraverso dealer ufficiali selezionati, capaci di portare il brand in mercati che fino ad oggi erano coperti in modo meno strutturato.
In Nuova Zelanda, Azimut ha nominato The Nautical Group come dealer ufficiale, con l’insegna Azimut Yachts New Zealand powered by The Nautical Group. Si tratta di un mercato tutt’altro che marginale: la Nuova Zelanda ha una delle culture nautiche più radicate al mondo, con una percentuale di proprietari di imbarcazioni pro capite tra le più alte del Pacifico, e una scena velistico-motonautica che spazia dal diporto costiero ai grandi blue water passage verso la Polinesia e l’Australia.
In Messico, Azimut ha invece scelto Performance Boats come partner ufficiale, con il brand Azimut Yachts Mexico powered by Performance Boats. Il Messico è un mercato doppiamente interessante: da un lato c’è la domanda interna, alimentata da una fascia alta di clientela locale sempre più orientata verso prodotti nautici di qualità; dall’altro, il Paese ospita alcune delle destinazioni di charter più frequentate delle Americhe, dalla Riviera Maya al Pacifico di Los Cabos.
Le due nomine fanno parte di una strategia dichiarata di crescita e consolidamento nei principali mercati nautici globali. Non si tratta di aperture esplorative, ma di scelte strutturate che puntano a garantire ad Azimut una presenza commerciale stabile, con assistenza post-vendita e supporto tecnico locali — elementi fondamentali per chi acquista uno yacht in un mercato lontano dalla sede del costruttore.
Perché proprio questi mercati, perché proprio adesso
Guardando le mosse di BWA Yachting e Azimut nel loro insieme, emerge un quadro coerente con le tendenze globali del settore. L’espansione internazionale yacht non segue più soltanto le rotte tradizionali — Europa, Nord America, Medio Oriente — ma si orienta verso aree dove la domanda è in crescita strutturale e la concorrenza è ancora relativamente bassa.
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L’America Latina, in particolare, sta attraversando una fase di sviluppo del diporto nautico sostenuta da diversi fattori: la crescita di una classe media-alta in Paesi come Messico, Colombia e Brasile; l’espansione delle infrastrutture portuali; il boom del turismo nautico internazionale verso destinazioni come le Galápagos, la Baja California e il Mar dei Caraibi. Chi entra adesso ha la possibilità di costruire relazioni commerciali durature prima che il mercato si affolli.
La Nuova Zelanda risponde invece a una logica diversa: è un mercato maturo, con consumatori esigenti e una forte cultura della qualità. Per un brand come Azimut, avere un dealer strutturato significa poter competere ad armi pari con i costruttori locali e australiani, e intercettare una clientela che fino ad oggi poteva guardare agli yacht italiani solo attraverso canali indiretti o fiere internazionali.
Il modello distributivo: dealer o presenza diretta?
Le due aziende hanno adottato modelli operativi differenti, e vale la pena notarlo. Azimut punta sulla rete di dealer certificati: un approccio consolidato nel settore, che permette di scalare rapidamente la presenza geografica limitando i costi di struttura, ma che richiede una selezione molto accurata dei partner locali. La scelta di The Nautical Group in Nuova Zelanda e di Performance Boats in Messico suggerisce che il cantiere abbia privilegiato operatori già affermati nei rispettivi mercati, con una clientela esistente e una reputazione consolidata.
BWA Yachting, con la creazione di BWA Yachting Latin America come struttura dedicata, sembra invece puntare su un modello più integrato, con operazioni proprie che gestiscono direttamente la presenza nei vari Paesi. Un approccio più impegnativo in termini di risorse, ma potenzialmente più coerente per garantire uniformità di servizio e posizionamento del brand in mercati ancora in formazione.
Entrambe le strategie hanno senso, e la loro coesistenza all’interno dello stesso settore dimostra che non esiste una formula universale per l’espansione internazionale yacht: conta il contesto, conta il prodotto, conta la velocità con cui si vuole crescere. Quello che accomuna i due cantieri è la convinzione che restare ancorati ai mercati tradizionali non basti più, e che le opportunità più interessanti del prossimo decennio si trovino fuori dall’Europa. Chi si muove adesso, con metodo, ha buone probabilità di trovarsi in una posizione di vantaggio quando quei mercati raggiungeranno la piena maturità.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
