Domani, 5 novembre 2026, si alza il sipario su uno degli appuntamenti più attesi del calendario velico internazionale: il Mondiale Star 2026 prende il via a Miami, in Florida, e ci resterà fino al 14 novembre. Sono 97 barche e 17 nazioni a darsi battaglia nelle acque della Biscayne Bay, in quello che è ufficialmente il 104° Campionato del Mondo della Classe Star — una cifra che da sola racconta il peso storico di questa manifestazione nel panorama della vela mondiale.
Il Coral Reef Yacht Club come epicentro della vela mondiale
La sede scelta per ospitare il mondiale Star 2026 è il Coral Reef Yacht Club, uno dei club velici più rispettati degli Stati Uniti, affacciato direttamente sulla Biscayne Bay. Miami non è una location casuale: le sue acque offrono condizioni di regata tecnicamente impegnative, con venti termici prevedibili ma capaci di variare rapidamente intensità e direzione. Per una classe come la Star, dove la gestione delle raffiche e la tattica di flotta fanno spesso la differenza, il campo di regata di Biscayne Bay è considerato uno dei più selettivi al mondo.
L’evento è presentato dalla Schoonmaker Foundation e organizzato dalla International Star Class Association, l’ente che da oltre un secolo custodisce le regole e la filosofia di questa barca. Diciassette nazioni rappresentate e quasi cento equipaggi iscritti: numeri che confermano la vitalità di una classe che, nonostante non figuri più nel programma olimpico attuale, continua ad attrarre i migliori velisti del pianeta.
→ Leggi anche: Veleziana Sailing Week: dalle barche leggere alla regata d'altura sotto San Marco
Paul Cayard, il difensore del titolo da battere
Il nome più atteso sulle banchine del Coral Reef Yacht Club è quello di Paul Cayard, che arriva a Miami nella veste di campione in carica. Cayard è una leggenda vivente della vela internazionale, con una carriera che abbraccia l’America’s Cup, i Whitbread Round the World Race e decenni di regate di alto livello in classe Star. Difendere un titolo mondiale è sempre diverso dal conquistarlo per la prima volta: la pressione è invertita, gli avversari studiano le tue mosse, e ogni errore tattico pesa il doppio.
Il fatto che Cayard sia ancora competitivo a questo livello è di per sé una storia degna di nota. La classe Star premia l’esperienza tanto quanto la forma fisica: la barca da 6,92 metri con il suo albero fisso e la vela randa imponente richiede una lettura raffinata del vento e una comunicazione quasi telepatica tra timoniere e prodiere. Non è una disciplina per chi si affida solo alla forza bruta.
Scheidt, Negri, Sperry: i principali sfidanti del mondiale Star 2026
Se Cayard è il difensore, la lista degli sfidanti è di quelle che tolgono il sonno. Robert Scheidt (Brasile) è forse il velista olimpico più decorato della storia recente, con cinque medaglie olimpiche conquistate in Laser tra il 1996 e il 2012. Il suo approccio metodico e la capacità di gestire la pressione nelle regate decisive lo rendono uno dei favoriti assoluti per il titolo. Accanto a lui, Austin Sperry (USA) — fresco di titolo nel 2026 — porta al mondiale Star 2026 la fiducia di chi ha già dimostrato di saper vincere in questa stagione.
Diego Negri rappresenta invece la bandiera italiana in questa flotta d’élite. Velista milanese con una lunga militanza nella classe Star, Negri è una presenza costante ai vertici del circuito internazionale e conosce bene le insidie delle regate a flotta numerosa. Per l’Italia, il suo risultato finale sarà il principale termometro della competitività tricolore in questa specialità.
→ Leggi anche: Regatte e manifestazioni: La Cinquanta, Vele d'Epoca e Venice Hospitality Challenge
Perché la Classe Star è ancora un punto di riferimento
La Star Class è stata nel programma olimpico per decenni, fino a Londra 2012. La sua uscita dai Giochi non ne ha scalfito il prestigio: al contrario, ha trasformato il Mondiale in l’unico appuntamento che conta davvero, concentrando in un solo evento tutta l’attenzione del circuito. Con 104 edizioni alle spalle, il Campionato del Mondo Star è uno degli eventi sportivi con la storia più lunga in assoluto nel panorama velico globale.
La barca in sé è un oggetto tecnico affascinante: chiglia fissa, randa senza boma nella versione più recente, e un prodiere che lavora principalmente sulla scotta della randa e sul trapezio. La semplicità apparente dell’attrezzatura sposta tutto il peso della prestazione sulla tecnica e sulla lettura del campo di regata. È per questo che campioni come Scheidt o Cayard, pur provenienti da classi diverse, si trovano a proprio agio in questa barca: la Star premia chi sa leggere il mare meglio degli altri.
Per chi vuole seguire il programma completo delle regate e i risultati in tempo reale, il sito ufficiale dell’evento è worlds.starchampionships.org.
Con la flotta già in acqua per le ultime prove e le prime regate in programma da domani, Miami si prepara a diventare per dieci giorni la capitale mondiale della vela d’altura monoscafo. Il mondiale Star 2026 è uno di quegli eventi in cui storia, tecnica e competizione si intrecciano in modo raro: vale la pena seguirlo, anche da lontano.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.
