Eternamente bambini, sicuri sia per forza un difetto? Analizziamo meglio la sindrome di Peter Pan

Se siete convinti che mantenere un’innocente fanciullezza anche in età adulta sia un difetto, non conoscete la Sindrome di Peter Pan

Arriva per tutti, prima o poi, quel momento di vita in cui si deve inesorabilmente passare dall’infanzia all’età adulta. Nel migliore dei casi questo avviene con naturalezza e spontaneità: crescendo, aumentano le responsabilità e le decisioni da prendere e diminuisce la dipendenza nei confronti dei genitori. In altri casi, però, questo non è così e il passaggio all’età adulta avviene mediante uno strappo, come un lutto o una difficoltà improvvisa.

Essere eternamente bambini: la sindrome di Peter Pan
Sindrome di Peter Pan, essere sempre bambini: cosa c’è da sapere (pontilenews.it)

In realtà, però, non per tutti essere adulti significa essere seri e posati, sempre concentrati e mai dediti al gioco, allo scherzo e alla leggerezza. Ci sono alcune persone, infatti, che seppure siano adulte sono spesso definite “eterni bambini” proprio per il loro modo di leggere il mondo e vivere la realtà, che vedono attraverso gli occhi del fanciullo. Si chiama Sindrome di Peter Pan: ecco in cosa consiste.

Sindrome di Peter Pan: cause e sintomi

Persone adulte tra i 30 e i 40 anni che hanno atteggiamenti e comportamenti immaturi, non si assumono le proprie responsabilità e sono “allergiche” agli impegni rientrano a pieno diritto nelle persone che hanno la Sindrome di Peter Pan. Solitamente, questo modo di comportarsi deriva da un modello genitoriale che a sua volta è stato scadente e poco attento ai bisogni reali del bambino: a differenza di quanto sembri, infatti, molto spesso queste persone sono infelici e non si sentono realizzate nella propria quotidianità.

Essere eternamente bambini: la sindrome di Peter Pan
Sindrome di Peter Pan, essere sempre bambini: cosa c’è da sapere (pontilenews.it)

Per quanto la sindrome di Peter Pan non appaia sul Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, di fatto chi ne soffre ha in comune con tutti gli altri adulti di questo tipo alcune condizioni. Solitamente, i suoi genitori sono stati troppo permissivi o iperprotettivi: questo stile di genitorialità non favorisce lo sviluppo di un’emotività propria e stabile.

Questo significa che l’adulto con la sindrome di Peter Pan non sa tollerare le frustrazioni e i cambiamenti e li vive in maniera resistente e addirittura dolorosa. Sebbene colpisca di più gli uomini, tale sindrome può coinvolgere anche le donne e solitamente implica a queste persone la dipendenza da figure terze, come genitori o fratelli e sorelle. Da non escludere comportamenti passivo-aggressivi, spesso usati nella comunicazione per suscitare pietà e guadagnare supporto altrui.

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