Il modo in cui ti muovi e come dormi può predire il Parkinson molti anni prima

Predire l’insorgenza del Parkinson osservando il sonno potrebbe cambiare le sorti della lotta a questo terribile male.

Insieme alla malattia di Alzheimer è la malattia neurodegenerativa più tristemente famosa, che genera maggiore sofferenza, non solo in chi ne è affetto, ovviamente, ma anche in chi lo assiste. Parliamo del morbo di Parkinson: oggi la scienza ci dice che si può predire osservando il modo in cui dormiamo, già molti anni prima.

Parkinson previsione modo di dormire
Predire il Parkinson dal modo in cui dormiamo – Pontilenews.it

Come tutte le malattie neurodegenerative, anche il Parkinson porta a una crisi lenta, progressiva, ma inesorabile, che interessa diverse funzioni motorie, vegetative, comportamentali e cognitive. Il sintomo più tristemente noto e più visibile è il tremore a riposo, ma non è l’unico purtroppo. Si va dalla rigidità del corpo, nonché la lentezza nei movimenti automatici e l’instabilità posturale. Ma sono preoccupanti anche i sintomi neurologici, come le allucinazioni, fino a una vera e propria demenza.

Tra le cause per le quali ci si ammala di Parkinson vi sono certamente delle componenti di natura genetica, ma anche l’esposizione a sostanze tossiche può innescare il male. Una malattia al momento senza farmaci che possano arginarla. Ma la scienza, fortunatamente, fa passi da gigante e così oggi sarebbe possibile predire l’insorgenza del Parkinson molti anni prima, osservando il modo in cui dormiamo.

Il modo in cui dormi può predire se avrai il Parkinson

A rivelare questa scoperta che potrebbe essere straordinaria è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cardiff su oltre 100mila persone tra i 40 e i 69 anni e pubblicato su “Nature Medicine”. Come detto, lo studio si è concentrato sulle informazioni che ci arrivano dai movimenti e dalla qualità del sonno. Una scoperta che cambierebbe le sorti della lotta a questo male che, solitamente, viene diagnosticato quando c’è già un danno neuronale e i sintomi sono già evidenti.

Il modo in cui ti muovi e come dormi può predire il Parkinson
Il modo in cui dormiamo ci dice se avremo il Parkinson foto: Ansa – Pontilenews.it

La ricerca ha rilevato che le interruzioni del sonno sono più comuni nelle persone con diagnosi di malattia di Parkinson che in quelle con altri disturbi clinici, come altre malattie neurodegenerative e disturbi del movimento. I dati sui movimenti potrebbero quindi fornire uno strumento di screening a basso costo per identificare le persone a rischio di malattia di Parkinson.

La lentezza dei movimenti è una caratteristica di alcune persone che successivamente sviluppano il morbo di Parkinson. Il valore principale dello studio dell’Università di Cardiff consiste nell’aver dimostrato che le misure di accelerometria ottenute con dispositivi indossabili (come uno smartwatch, per esempio) sono più utili della valutazione di qualsiasi altro sintomo potenzialmente prodromico per identificare quali individui nella popolazione normale sono a maggior rischio di sviluppare la malattia di Parkinson in futuro.