Procedura di interdizione: in cosa consiste, come funziona e quando è possibile avviarla

La procedura di interdizione è un provvedimento che può risultare necessario per tutelare i nostri cari, quando sopraggiunge l’impossibilità di essere fisicamente o mentalmente autonomi. 

Può risultare un provvedimento necessario per alcuni di noi o dei nostri cari: tutto ad un tratto, oppure gradualmente, per i motivi più disparati non ci si trova più in grado di svolgere mansioni quotidiane abitudinarie, essenziali a garantire una vita dignitosa provvedendo al soddisfacimento dei bisogni vitali.

Cosa sono, a cosa servono e come possono essere avviate le procedure di interdizione e inabilitazione
Le procedure possono essere avviate a seguito di sopraggiunta incapacità fisica e mentale – PontileNews.it

Si tratta di sopraggiunte menomazioni di tipo fisico oppure psichico, di severità e gravità variabili, e che conducono al risultato di perdere la propria autonomia. I sintomi posso essere i più disparati e talvolta si presentano con maggior frequenza con l’avanzare dell’età. A volte risultano anche non così semplici da rilevare. Soprattutto quando riguardano la sfera mentale e psichica, come la perdita di memoria. Questa diventa sempre più evidente e porta a trascurare sempre più scadenze e a confondere la realtà con l’immaginazione.

Quando tuttavia la gravità della situazione risulta evidente e determina una incapacità o inattitudine totali a provvedere a se stessi, ecco che, a tutela dell’individuo che ne soffra, è possibile avviare le procedure dette di interdizione o inabilitazione. Ovvero procedimenti giudiziari volti a tutelare il benessere della persona fisicamente o mentalmente divenuta incapace. Proviamo a capirne di più.

Le procedure di attivazione dell’interdizione e dell’inabilitazione

Quando in un individuo viene accertata la sopraggiunta alterazione delle facoltà intellettive o volitive che comporti l’impossibilità di provvedere ai consueti atti di vita quotidiana, come la cura di sé e dei doveri famigliari e sociali, ecco che è possibile avviare la procedura dell’interdizione. La procedura ha il fine di affidare la persona divenuta incapace alle cure di un tutore, scelto da un giudice a seguito di un’opportuna valutazione dell’idoneità al ruolo di responsabilità che questi dovrà assumersi. 

Cosa sono, a cosa servono e come possono essere avviate le procedure di interdizione e inabilitazione: facciamo chiarezza
La domanda deve essere obbligatoriamente avanzata attraverso un avvocato – PontileNews.it

Il caso dell’inabilitazione, invece, non prevede un provvedimento interdittivo, bensì la scelta di un curatore dell’individuo ritenuto solo parzialmente – ed in misura di gravità inferiore rispetto all’interdizione – incapace di intendere e di volere. Questi verrà quindi assistito prevalentemente nell’amministrazione dei propri beni.

La domanda deve obbligatoriamente essere avanzata tramite l’assistenza di un avvocato e presso il tribunale del luogo in cui l’interdicendo o l’inabilitando ha residenza o domicilio. La domanda va proposta con ricorso ed il giudice, in caso ritenga che manchino o non sussistano i presupposti, potrà rigettarla. Per maggiori informazioni ed assistenza, è consigliabile rivolgersi a servizi di assistenza sociale o ad un avvocato esperto in materia.