Perché sempre più giovanissimi pensano al gesto estremo: le parole del sociologo da tenere in cassaforte

Il pensiero di compiere un gesto estremo non riguarda solo un piccolo gruppo di persone, come spesso si crede. Sono tanti i giovanissimi convinti sia la soluzione migliore.

È capitato certamente a tutti di dover affrontare un momento difficile nella propria vita e di non pensare di riuscire a superarlo. Questo può accadere quando si perde il lavoro e ci si sente inutile perché non in grado di sostenere economicamente la propria famiglia, ma anche quando si chiude una storia d’amore importante con una persona con cui si pensava di trascorrere gli anni a venire.

gesto estremo ragazzi
Sono tanti i ragazzi che arrivano a pensare di togliersi la vita – Pontilenews.it

Pensare di non riuscire a superare il dolore che si avverte può essere più che naturale, soprattutto perché non si hanno certezze su come sia il futuro e non si sa quanto tempo possa volerci per risollevarsi. Non si deve pensare che questa sensazione possa essere tipica solo di chi ha un carattere debole, anzi spesso ad arrivare a considerare di risolvere tutto facendo un gesto estremo sono soprattutto le persone che sostengono di avere un carattere forte.

I giovanissimi pensano a un gesto estremo: un problema sempre più diffuso

Chi non ha mai avuto vicino una persona cara che ha affrontato una fase difficile al punto tale da pensare di non riuscire a risollevarsi può pensare che si arrivi a considerare l’idea di commettere un gesto estremo solo perché si è deboli o soli. Spesso si ha quasi timore di esternare quello che si avverte dentro di sé, come se si provasse vergogna e si pensasse di non essere capiti del tutto.

In realtà purtroppo non è così, spesso ad avere pensieri negativi sono soprattutto le persone più sensibili, che avrebbero davvero bisogno di colmare quella lacuna che avvertono nella loro vita. Non può però che preoccupare sapere quanto siano soprattutto i giovanissimi a prendere in considerazione la possibilità di togliersi la vita, nonostante almeno apparentemente abbiano la possibilità di riscattarsi negli anni a venire.

Il pensiero di compiere un gesto estremo non riguarda solo un piccolo gruppo di persone, come spesso si crede.
La depressione può colpire anche i ragazzi più giovani – Pontilenews.it

È fondamentale non sottovalutare questo fenomeno, che ha ragioni ben precise, come ha sottolineato Francesco Pira, professore associato di sociologia dell’Università di Messina: “Oggi di avverte una forte crisi di valori, si arriva a mettere tutto in discussione – ha sottolineato a Notizie.com -. La società ha sicuramente delle responsabilità e ognuno di noi deve assumerle”. 

Impossibile non sottolineare come si gestiscano i rapporti interpersonali in maniera diversa rispetto al passato: “La diffusione dei social network ha portato vantaggi, ma anche svantaggi – ha sottolineato -. Il problema nasce però da come vengono utilizzati questi strumenti. Non c’è più l’educazione ai sentimenti e alle responsabilità. I genitori di oggi, che sono i ragazzi degli anni ’80, puntano a dare qualsiasi risposta dal punto di vista economico, ma non in termini di qualità di educazione”.

Il ruolo importante della scuola

Non si può però pensare che tutta la responsabilità della mancanza di voglia di vivere dei ragazzi sia da addebitare ai genitori, al punto tale da non essere in grado di sostenerli. In diverse occasioni, infatti, anche la scuola mostra delle lacune non indifferenti, che il sociologo ritiene sia importante sottolineare.

Perché sempre più giovanissimi pensano al gesto estremo
Perché sempre più ragazzi pensano al suicidio? – Pontilenews.it

Se noi investiamo in educazione e formazione abbiamo dei risultati. Se continuiamo a disinvestire e poi diamo la colpa agli altri le cose non cambiamo – ha detto ancora Pira -. La dispersione scolastica è un problema diffuso, che non deve essere sottovalutato: “A Belluno, per esempio, molti ragazzi dai 6 ai 16 anni rinunciano alla scuola dell’obbligo per fare gli influencer. Questo sta a indicare un problema latente con i genitori, che non riescono a educare al meglio i propri figli. Non si possono inoltre poi dimenticare le tante immagini di violenza che circolano in rete e che i giovani vedono ogni giorno”.

Pira vuole così provare a dare un suggerimento, pensando che possa essere utile a mettere da parte la voglia di tanti ragazzi di compiere un gesto estremo, cosa che non può che essere preoccupante visto che hanno un futuro davanti a sé: “Io penso che dobbiamo lavorare per una nuova cultura. Non dobbiamo solo reprimere, ma anche prevenire e bisogna farlo con task force interdisciplinari“ – ha concluso.