Blitz antimafia a Bari: rinvenuto arsenale da guerra. Tra le armi un bazooka Sventata una faida tra due fazioni rivali del Clan Di Cosola: 4 arresti per associazione mafiosa - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

31-12-2015

Blitz antimafia a Bari: rinvenuto arsenale da guerra. Tra le armi un bazooka

Sventata una faida tra due fazioni rivali del Clan Di Cosola: 4 arresti per associazione mafiosa


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Bari. Operazione antimafia ancora in corso nel capoluogo barese e nell'hinterland, dalle prime luci dell'alba di questa mattina. I carabinieri del comando provinciale stanno eseguendo un provvedimento di custodia cautelare, emesso dalla locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di presunti personaggi affiliati al clan di stampo mafioso Di Cosola.

 

L'operazione "Attila", così è stata denominata, ha coinvolto i superstiti del clan, che in seguito alle confessioni di alcuni pentiti, si erano riorganizzati in due fazioni rivali, minacciando una vera e propria guerra di mafia. La faida avrebbe insanguinato la città, a partire dai quartieri periferici di Ceglie e Carbonara, da sempre nelle mani del capoclan Antonio Di Cosola. Era stato proprio il pentimento di quest'ultimo a far tremare i vertici della mafia barese. Per proteggere la moglie da possibili rappresaglie il boss aveva accettato di collaborare con i magistrati, rivelando importanti segreti sugli affari della malavita barese e sui tanti casi di omicidio ancora irrisolti. Come prova tangibile del proprio pentimento, il boss aveva inoltre rivelato, i luoghi dove il clan nascondeva un vero e proprio “arsenale” di guerra. Tra le armi in possesso degli arrestati, persino un bazooka, rinvenuto nelle campagne tra Ceglie e Bitetto: un'arma micidiale, di fabbricazione sovietica, e perfettamente funzionante.

 

Il blitz di oggi è la conclusione di indagini, durate mesi, e nel corso delle quali sono state accertate le circostanze riferite da numerosi pentiti a seguito di un'altra grande operazione dei carabinieri, chiamata “Pilastro”, verificatasi nello scorso aprile. L'indagine decimò la cosca criminale, portando all'arresto di 64 presunti affiliati . Quattro, gli uomini coinvolti nella notte, dal provvedimento di custodia cautelare eseguito dai carabinieri. Si tratta di personalità di spicco della malavita barese: Luigi Guglielmi, 33 anni, pluripregiudicato affiliato al clan Mercante, Giovanni Martinelli, 48 anni, pluripregiudicato e già condannato per associazione mafiosa, Carlo Giurano, 31 anni, braccio destro di Guglielmi e Alfredo Sibilla, 29 anni, specializzato in estorsioni. Tutti dovranno rispondere di associazione di stampo mafioso, aggravata dall'uso delle armi.

 

 

Si ipotizza che il pericoloso materiale rinvenuto dai militari, fosse a disposizione degli arrestati, per una probabile guerra di mafia in città. Guglielmi e Martinelli aspiravano entrambi alla carica di “boss supremo” del clan e la loro rivalità aveva già lasciato tracce di sangue, con le gambizzazioni dei mesi scorsi del macellaio Teodoro Frappampina a Ceglie e di Nicola Paglionico davanti a un circolo ricreativo. I due boss, avevano cercato di riorganizzare le fila del clan in seguito all'operazione Pilastro, reclutando nuovi affiliati, in genere giovanissimi, che agivano sul territorio tra spaccio, rapine e richieste di tangenti, in attesa che il periodo di prova terminasse con un'assunzione al grado di “effettivi”. Il comandante dei carabinieri Vincenzo Molinese ha dichiarato che la guerra tra clan minacciava di diventare ancora più cruenta “con il rischio di coinvolgere innocenti”. Da qui la decisione del tempestivo Blitz notturno, l'operazione Attila, che ha portato al fermo dei due aspiranti capi, descritti come individui spietati, spregiudicati e accecati dal potere.

 

di Simona Russo
 





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