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POLITICA

 

25-01-2016

Mps. My Way e 4You: prodotti tossici dai nomi hollywoodiani

Storia del risparmio tradito, la testimonianza di una lettrice: come da un piano di accumulo pensionistico si è arrivati ad un mutuo in banca


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«I did it my way», ho fatto sempre a modo mio, cantava Frank Sinatra. E la replica di «My way» è stata proposta dalla Banca Monte dei Paschi di Siena nei primi anni 2000 con un piano finanziario di questo nome, poi ribattezzato «4 you» dagli altri istituti del gruppo Mps (Banca Toscana, Banca Agricola Mantovana, Banca 121, Cariprato, Banca Popolare di Spoleto e ovviamente Banca Monte dei Paschi di Siena). L'attualità di tali piani finanziari, collocati sul mercato dal gruppo del Mps, è indiscussa dal momento in cui, tutt'ora, questi continuano, a distanza di 15 anni, a provocare un sostanziale danno finanziario ai loro sottoscrittori. Ancora una volta torniamo a parlare di banche e di risparmio tradito.

 

Sui piani «My Way» e «4 you» sono nate diverse azioni legali nel corso degli anni da parte di associazioni di consumatori, come l'Adusbef e Aduc, che ne hanno sempre sostenuto la loro natura illegittima. Circa 15 anni dopo questi scandali, nell'anno appena passato, è giunta la sentenza della Cassazione n˚19559 del 30/09/2015, che sancisce che tale contratto «non è meritevole di tutela giuridica» per contrasto con i principi generali ricavabili dagli art. 47 e 38 della Costituzione, circa la tutela del risparmio e l'incoraggiamento delle forme di previdenza anche privata.

 

Molte sono le storie di clienti che, nel corso di questi 15 anni, dopo aver sottoscritto questa tipologia di piani finanziari, hanno fatto ricorso al Tribunale per chiedere la restituzione di quanto versato e l'annullamento delle rate sottoscritte. Alcune di queste storie si sono concluse con un happy ending, quando i Tribunali hanno sentenziato la nullità del contratto o la risoluzione di grave adempimento (vale a dire un rimborso completo e l'annullamento di ogni passività); altre invece sono passate sui tavoli della conciliazione, ovvero delle trattative, istituiti dal Mps per ovviare al grave danno d'immagine subito, concludendosi con dei rimborsi parziali. Infine, ci sono anche storie di altri risparmiatori che, momentaneamente, sono nella terra di mezzo, per dirla alla Tolkien, in attesa di conoscere il destino dei loro soldi e, soprattutto, di sapere semmai li rivedranno. È il caso di una nostra lettrice, E. P., che ha sottoscritto questa tipologia di piano finanziario.

 

Siamo nel 2001 a Taranto. Quella di E. P. è una storia non distante dalla quotidianità di ognuno di noi: in tempi di crisi richiedere un finanziamento può essere l’unica soluzione per non rinunciare a realizzare i propri progetti di vita, siano essi un matrimonio, dei lavori di ristrutturazione o l’acquisto di mobili ed elettrodomestici. E. P. si rivolge al Mps, sottoscrivendo il 4you, che si rivelerà essere un prodotto tossico dal nomignolo hollywodiano. Ma come funzionano i gemelli 4You e MyWay? Si tratta di piani a lungo termine, da 15 a 30 anni, presentati come un accumulo pensionistico che poteva essere dismesso in qualsiasi momento con la restituzione del capitale versato e non come un indebitamento: gli ignari clienti pensavano di mettere da parte dei soldi ai fini di previdenza integrativa ed invece si sono ritrovati con un mutuo da pagare obbligatoriamente. Cosa vuol dire? Che in realtà il capitale non si accumula, ma si restituisce attraverso delle rate mensili: nel caso di E. P. si parla di 77,47 euro rate mensili, per un totale di 356 rate da versare per 30 anni; soldi che peraltro venivano utilizzati dal Mps per comprare obbligazioni e fondi azionari. Praticamente l'investitore, sottoscrivendo questo contratto, subisce sempre e comunque una perdita certa: il costo del finanziamento è sempre superiore al reale rendimento dei prodotti finanziari proposti; nel caso di E.P. si parla del 6,83%, praticamente un tasso fuori mercato. Cosa succede a chi non paga? Il cliente è imprigionato dal contratto che prevede una gravosa penale: se non paga, «viene chiuso d'ufficio il mutuo, vengono svenduti i titoli e messi in compensazione, il forte sbilancio passivo viene addebitato su un conto corrente che frutta alla banca interessi esagerati». Lo riporta Adusbef. Tirando le somme, ad oggi, la signora E. P. ha versato la bellezza di 13.479 euro e se volesse estinguere il conto avrebbe un controvalore di 8.092 euro; praticamente registrando una perdita di oltre 5.500 euro.

 

Il piano 4You, come il gemello MyWay, è pertanto un investimento in aperta violazione delle regole di correttezza e trasparenza. Un'Odissea senza fine, dove a pagare è sempre il risparmiatore, complice anche la fiducia dei clienti nelle banche. D'altronde non è una novità che il Mps, di questi tempi, se la stia passando poco bene: il Tesoro, azionista con il 4,024%, da giorni sta sondando varie realtà finanziarie italiane, per convogliare la banca a nozze; ma questa è un'altra storia. Senza contare il fatto che in Borsa il titolo Mps vive giornate altalenanti sulle montagne russe finanziarie: basti pensare che solo nell'ultimo anno si è registrata una perdita del 64,17%, solo in questo mese del -37,86%, dopo aver toccato i minimi storici di circa 50 centesimi per azione. #Eiopago.

di Giulia Bordini
 





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