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SPORT

 

10-02-2016

Stadio Olimpico: incontro tra istituzioni, società e CONI

Sul tavolo la questione della divisione e la sicurezza delle curve


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Continua a tenere banco, a Roma, la delicata questione riguardante la divisione delle curve dello Stadio Olimpico, che le ha di fatto svuotate della presenza dei tifosi di Roma e Lazio. Questi, ormai da inizio campionato, disertano infatti abitualmente lo stadio proprio per protesta nei confronti delle barriere in vetro che tagliano i due settori e delle istituzioni che le hanno volute come misure di sicurezza utili ad arginare comportamenti ai limiti della legalità che a loro avviso si verificano nelle due curve durante le partite disputate da giallorossi e biancocelesti.

 

Il quadro generale della situazione è certamente complesso, e ben poco è stato fatto, nei mesi scorsi, per risolvere un problema che rischia di trascinarsi ancora a lungo. Questo soprattutto da una parte per la fermezza con cui le istituzioni hanno messo in atto le suddette misure di sicurezza, e dall'altra per il comportamento delle società capitoline e, soprattutto, dei loro tifosi più accesi, che hanno sempre ribadito a gran voce la loro volontà di continuare a vivere il tifo senza le limitazioni loro imposte. Recentemente, tuttavia, sono stati fatti diversi passi avanti dal punto di vista di un dialogo utile ad uscire dall'impasse e risolvere la questione, ed è in tal senso che è andato in scena, nella giornata di ieri, un incontro proprio tra i massimi esponenti delle istituzioni e i rappresentanti di Roma, Lazio e del CONI, nell'ambito del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto di Roma Franco Gabrielli, al cui termine è stato diramato un comunicato ufficiale.

 

Nella nota si può leggere che “è stato siglato un accordo di programma tra la Questura di Roma, l’A.S. Roma, la S.S. Lazio il Coni. L’iniziativa è stata promossa dal Questore di Roma, Nicolo D’angelo, in esito ad una ricerca scientifica contenente un’indagine psico-sociale, condotta su un campione di oltre 2000 questionari, somministrati da esperti in occasione di 4 gare di Roma e Lazio. La ricerca ha fornito importanti indicazioni relativamente alla percezione della sicurezza dello stadio, ma anche sulla natura della contestazione al nuovo modello organizzativo adottato dall’inizio del campionato.I dati hanno, infatti, evidenziato un’elevata percezione della sicurezza nei frequentatori dello stadio a Roma: tra tutti gli intervistati solo il 7,5% non si sente sicuro. Ne deriva quindi che il ‘contesto stadio’ offre oggi un livello di sicurezza percepita maggiore rispetto a quella osservata in altri contesti sociali e smentisce l’immagine negativa che si tende genericamente ad associare allo stadio nel dibattito pubblico o nel sentire comune.

 

Accordo di programma che prevede l'attuazione di una serie di iniziative, di concerto tra organi di Stato, società e CONI. Questi i termini: “Meccanismi di dialogo con i tifosi saranno implementati da parte dei club con l’attivazione di sportelli funzionali alla comunicazione con i tifosi stessi, che per organizzare le iniziative di tifo non dovranno più rivolgersi alla Polizia ma avranno contatti solo con i rappresentanti delle società, che poi interloquiranno con le autorità di P.S. Più stewards e meno polizia.I controlli nelle vie di accesso allo stadio saranno effettuati in prima battuta dagli stewards mentre le Forze dell’Ordine si concentreranno nelle aree di pre-filtraggio anche per offrire agli spettatori servizi di sicurezza “antiterrorismo”. Le due società avvieranno campagne di sensibilizzazione ed educazione mediante il coinvolgimento di personaggi carismatici per i propri tesserati sul tema del fare tifo e del supporto agli atleti in campo. I club tramite il Supporters Liaison Officer studieranno misure per evitare la divisione di gruppi omogenei, eventualmente causata dalla settorializzazione. Il Coni, in quanto proprietario dell’impianto, proseguirà nelle strategie di miglioramento tecnologico dello stadio olimpico e di offerta di servizi strumentali ad una migliore accessibilità all’impianto sportivo ed una permanenza più confortevole per anziani, donne e bambini. La Questura di Roma svolgerà la funzione di garante del sistema, anche rispettando gli spazi delle tifoserie, con la precisa condizione che siano osservate le norme in materia di divieto di occupazione delle scale, divieto di introduzione di materiale esplodente e pirotecnico e divieto di esposizione di striscioni illegali. Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica monitorerà l’andamento della sicurezza allo stadio Olimpico anche al fine di rivalutare, in presenza di una reazione positiva delle tifoseria, il modello organizzativo con l’obiettivo di creare nel tempo migliori condizioni di aggregazione

 

Nella mattinata di oggi, ai microfoni di Tele Radio Stereo, è poi intervenuto il Dott. Roberto Massucci, Capo di Gabinetto della Questura di Roma, in passato membro dell'Osservatorio Nazionale sulla manifestazioni sportive, che ha, in sostanza, ribadito come l'incontro di ieri sia stato solo il primo passo di un percorso volto a ripristinare la legalità all'interno dello Stadio Olimpico, aggiungendo poi, per evitareincomprensioni, cheal momento le barriere rimangono”.

 

Il percorso intrapreso, ha precisato Massucci, ha certamente l'obiettivo di “abbattere le barriere architettoniche e restituire lo stadio alla gente”, ma non prevede limiti temporali. Un primo bilancio sarà probabilmente fatto a fine campionato, ma le barriere non saranno rimosse finché la situazione non potrà essere tenuta sotto controllo. Questo, ha concluso Massucci, si inquadra nell'ottica del raggiungimento di risultati già ottenuti in altri contesti, sia nazionali che internazionali, ed è stato necessario attuare un giro di vite più pesante sulla situazione dello Stadio Olimpico in quanto quella che presentava più problematiche.

 

Incontro dunque importante, quello di ieri, che ha permesso a tutte le parti in causa di far sentire la propria voce e cominciare a costruire un dialogo necessario affinché la situazione venga risolta e Roma e Lazio tornino a beneficiare di tutto il proprio pubblico, ovviamente nel massimo rispetto della legge e della sicurezza.

di Flavio Del Fante
 





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