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ESTERI

 

02-03-2016

Brasile: Dzodan, numero 2 di Facebook, scarcerato

Per il giudice non ha agito con l’intenzione di ostacolare il lavoro degli inquirenti


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È stato rilasciato Diego Dzodan, vicepresidente di Facebook per l'America Latina. Il manager era stato arrestato ieri per essersi rifiutato di fornire alle autorità locali informazioni su alcuni utenti di Whatsapp, sospettati di aver utilizzato l’applicazione per gestire traffici illeciti. L’accusa mossa a Dzodan era di aver ostacolato le indagini relative a un processo penale per traffico di droga caratterizzato da segreto istruttorio.

 

WhatsApp, ieri, aveva affidato il disappunto per un “arresto ingiustificato” a una dichiarazione pubblica in cui precisava di aver collaborato con le autorità nei limiti del possibile. Le informazioni richieste dagli inquirenti, infatti, non sarebbero disponibili perché la piattaforma si basa su un sistema di crittografia molto chiuso che non memorizza i messaggi degli utenti ma li trattiene fino a che non vengono consegnati al mittente. Per cui “nessuno, né WhatsApp o chiunque altro può intercettare o compromettere i messaggi degli utenti”.

Intanto, poche ore fa, il giudice Ruy Pinheiro ha rimesso in libertà Dzodan. Nel provvedimento di scarcerazione, il giudice ha affermato che la detenzione è illegale perché non esiste alcun processo o inchiesta a carico del dirigente, né tantomeno ci sono prove che abbia agito con l’intenzione di ostacolare il lavoro degli inquirenti.

 

La vicenda al momento può ritenersi conclusa ma complice l’utilizzo sempre più assiduo dei social network, anche da parte dei terroristi dell’Is, il braccio di ferro in atto con le autorità è destinato a inasprirsi. Senza contare che già diversi Paesi come la Gran Bretagna, con la “Legge sui poteri di indagine” (o Carta degli Spioni per i suoi detrattori), stanno varando leggi che permettano alle Intelligence di ottenere l’accesso ai dati degli utenti di piattaforme popolari come Facebook e, appunto, di servizi di messaggistica istantanea quali Whatsapp e Telegram. Intanto, sotto l’incalzare della tecnologia e delle esigenze di sicurezza la nostra civiltà si avvicina sempre più al modello descritto in Orwell 1984, con l’occhio del grande fratello attento a tutto ciò che avviene.

di Stefania D'Agostino
 





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