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POLITICA

 

14-05-2016

Elezioni comunali, liste elettorali contraffatte. Come fare politica con la politica altrui

Dalla Lista del Grillo a Viva l'Italia con Giovanna Meloni: liste tarocche per prendere voti senza sforzo


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Non solo borse e occhiali da sole: la contraffazione morde anche la politica, e  in vista delle prossime elezioni comunali la corsa a sindaco nelle città italiane è iniziata, per qualcuno, sotto la stella della taroccatura. Ci vogliono fantasia (anzi no), fiuto (soprattutto) e sangue freddo: con questi ingredienti si prepara il contorno della bufala da servire agli elettori. I creatori delle liste elettorali contraffatte seguono le sfilate dell’alta moda politica e ne memorizzano i marchi, le trame, i colori, i tagli. È così che poi nascono liste elettorali farlocche, come la piemontese Lista del Grillo, capziosamente ispirata al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, di Renzo Rabellino, ex consigliere leghista, poi allontanato dal partito, meglio conosciuto come “il mago delle liste tarocche” (nel 2008 fiutò l’affare e fondò la lista dei Grilli Parlanti, con capolista tale Giuseppe Grillo detto Beppe; nel 2010 ideò la Lista Cota per tale Nadia Cota per sottrarre voti al più noto candidato leghista per il centrodestra Roberto Cota; fu poi la volta di Lega Padana-Piemont, per togliere ancora il cibo a quella stessa Lega Nord Padania che lo aveva nutrito).

 

Senza sforzi, i parassiti delle liste elettorali contraffatte raccattano le firme (e poi magari i voti) dei malaccorti. E così, approfittando degli elettori ubriachi di nomi e di simboli, guadagnano sostegno andando ad attingere direttamente dal piatto della politica fatta da altri. Ma a volte arriva il Tar. La Lista del Grillo di Rabellino non comparirà sulle schede elettorali delle prossime elezioni comunali di Torino: lo ha deciso il Tar del Piemonte, che così ha accolto il ricorso del Movimento 5 Stelle.

 

A Roma intanto sono state presentate le liste Lega centro con Giovanni Salvini e Viva l’Italia con Giovanna Meloni, che passando salutano caramente i ben più noti Matteo e Giorgia e che appoggiano la lista Grillo Parlante per Franco Grillo (e pure qui c’è lo zampino di Rabellino).

In questo tripudio di taroccatura, intanto, il Tar ha confermato l’esclusione dalla corsa al Campidoglio di Stefano Fassina, che ha depositato ora il ricorso al Consiglio di Stato, perché in alcuni moduli presentati veniva omessa la data (dunque essenziale per la validità dell’atto), e in alcuni altri, per qualche Municipio, venivano utilizzati moduli vecchi, privi delle indicazioni dettate dalla legge Severino sull’incompatibilità degli incarichi. Restiamo in attesa del verdetto del Consiglio di Stato. Intanto, se Fassina avesse chiesto come concorrere correttamente a Grillo, Franco Grillo, ora sarebbe in salvo, e la gara sarebbe aperta anche a lui.    

di Vittoria Montesano
 





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