Roma, tempo di bilanci - Seconda parte I due campionati in uno della Roma di Garcia e di Spalletti - www.Pontilenews.it


Responsive image


Dialoga con PontileNews: 06.56566573 - redazione@pontilenews.it

SPORT

 

18-05-2016

Roma, tempo di bilanci - Seconda parte

I due campionati in uno della Roma di Garcia e di Spalletti


Responsive image

Due settimane, qualcosa di più. Tanto basta a Luciano Spalletti per far risorgere la Roma. Il tecnico di Certaldo, più di cinque anni dopo aver rassegnato le sue dimissioni (nella stagione 2009/2010, quella che Claudio Ranieri concluse poi sfiorando il titolo vinto infine dell'Inter del Triplete), torna ufficialmente alla guida dei giallorossi il 14 gennaio. Ha appena il tempo di salutare i giocatori, che già deve schierarli contro il Verona. All'Olimpico non si va oltre l'1-1, con un rigore letteralmente regalato ai veneti da Leandro Castan, che non convince al rientro dopo il lunghissimo stop dovuto al delicato intervento chirurgico subito mesi prima (e non rivedrà più il campo).

 

Si va poi allo Juventus Stadium: la Roma ci prova, gioca una partita attenta, ma Dybala sfrutta una delle poche occasioni concesse dai giallorossi e firma l'1-0 finale. La cura-Spalletti sembra non funzionare. Piovono critiche, minestre riscaldate e cavalli di ritorno, mentre dal mercato, nello scetticismo generale, arrivano El Shaarawy, Perotti e Zukanovic. Ci si chiede cosa se ne faccia Spalletti di tre giocatori capitatigli per caso, visto che le trattative erano state avviate quando era ancora Garcia a sedere sulla panchina della squadra giallorossa. C'è chi consiglia di cominciare a pensare alla prossima stagione, a quali calciatori vendere per rientrare dei soldi persi con la più che probabile esclusione dall'Europa che conta. Ma è solo questione di tempo.

 

La Roma torna a vincere contro il Frosinone, il 30 gennaio, per 3-1. Oltre a Pjanic, segnano El Shaarawy, che si presenta con uno strepitoso gol di tacco volante, e Nainggolan, alla prima rete stagionale e al centro di un vero e proprio caso tattico: il belga, infatti, con Spalletti gioca praticamente da trequartista. Perchè, a detta del tecnico toscano, deve essere lui il primo a portare il pressing. Mossa più che azzeccata,sfruttata meravigliosamente da Nainggolan, che continua ad arpionare palloni a centrocampo ma nel frattempo si diverte anche a vestire i panni del Perrotta dei bei tempi, segnando 6 gol in tutto, record personale in Serie A.

 

La Roma rinasce, ritrova tutto: gioco, voglia, motivazioni. Spalletti fa tutto quello che Garcia non era riuscito a fare, e la squadra risponde alla grande, vincendo otto partite consecutive, a tratti facendo letteralmente stroppicciare gli occhi per la qualità espressa in campo da interpreti vecchi e nuovi, come Perotti, che si prende la maglia da titolare a colpi di classe. La classifica torna a farsi positiva: i giallorossi puntano dritti il terzo posto e tornano ad occuparlo il 12 febbraio, con il successo per 3-1 maturato sul campo del Carpi. Mentre la Fiorentina, battuta 4-1 all'Olimpico, e l'Inter, che contro gli uomini di Spalletti strappa l'1-1, mollano gradualmente la presa, la Roma torna a pensare in grande, riaccendendo la corsa per il secondo posto con il Napoli, che perde piano piano contatto con la Juventus, uscendo anche sconfitto dalla trasferta in casa dei bianconeri, sempre più padroni della Serie A.

 

Ad interrompere la striscia di successi dei giallorossi sono Bologna e Atalanta. Due pareggi in rimonta (in particolare quello di Bergamo, arrivato alla fine di una partita pazza) che gettano acqua sul fuoco della risalita romanista, ma accendono Totti, protagonista assoluto del finale di campionato, con 4 gol, tutti decisivi, e i consueti lampi di puro talento, in una scenario di apparente contrasto con il tecnico, che lo aveva allontanato dal ritiro prima della gara contro il Palermo, dopo la discussa intervista rilasciata dal Capitano alla Rai: un altro momento surreale della stagione dei giallorossi, che vincono poi le ultime cinque partite della stagione (compreso lo scontro diretto contro il Napoli, all'Olimpico, deciso dal solito Nainggolan), finendo , arrendendosi ai partenopei dell'implacabile Higuain, uomo da 36 gol in 35 partite. Tanto una mezza delusione, alla luce degli ultimi mesi, quanto un miracolo sportivo, alla luce, invece, della situazione in cui la squadra versava a gennaio. Un miracolo sportivo che porta la firma, su tutti, di Luciano Spalletti.

 

Luciano Spalletti che ha avuto il merito di capire immediatamente tutto, azzeccando ogni scelta, ogni cambio, ogni frase, ogni attimo. Lui che a Roma ha lasciato un segno più che profondo, lui che ha alzato l'ultimo trofeo della bacheca di Trigoria, e che è tornato sapendo già come riprendersi la Roma. Una garanzia, se non di successo, quantomeno di stabilità, di continuità, di quella normalità che ha riportato a tutti i livelli, da campo e spogliatoio a microfoni e taccuini, di quegli equilibri che predicava anni fa, nell'ultima conferenza stampa prima delle dimissioni, sbattendo la mano sul tavolo, conscio di aver perso il manico di una squadra che oggi è tornata invece più che mai sua.

 

Lo dimostrano i numeri: guidata da Luciano Spalletti, la Roma ha ottenuto 46 punti (solo la Juventus ha fatto meglio, nel girone di ritorno), frutto di 14 vittorie, 4 pareggi e 1 sconfitta, con 48 gol fatti e 19 subiti, chiudendo a -2 dal Napoli e -11 dalla Juventus, ma a +13 sull'Inter e addirittura +19 sulla Fiorentina, squadre che solo a gennaio sembravano irraggiungibili. Migliori marcatori sono Salah, con 9 gol (14 totali) ed El Shaarawy, letteralmente rigenerato dopo 6 mesi in ombra a Monaco, con 8 gol (in 16 partite, 1 gol ogni 2), oltre ai già citati Nainggolan e, soprattutto, Francesco Totti, che Spalletti ha saputo dosare alla perfezione, mandandolo in campo nei momenti in cui era necessario il suo apporto. Così come Kevin Strootman, che si è finalmente lasciato alle spalle il calvario dell'infortunio al ginocchio, e che ha già dimostrato la sua fondamentale importanza negli equilibri della squadra, tanto in campo quanto fuori. Un calciatore totale, a tutti gli effetti il primo acquisto della Roma del prossimo futuro.

 

Futuro che passerà per le forche caudine dei preliminari di Champions, e che, soprattutto per questo, è ancora avvolto nella nebbia. La palla passa ora alla società: al presidente Pallotta, a Walter Sabatini (che sembra avere le valigie in mano), alle decisioni che dovranno necessariamente essere prese. Per fare finalmente il tanto atteso salto di qualità. Per vincere. Affidandosi, ovviamente, a Luciano Spalletti. Che di vincere ha voglia, perché, come ha ricordato, qui secondo ci è già arrivato.

di Flavio Del Fante
 





Responsive image

ARTICOLI CORRELATI


Responsive image

A Roma la Caritas lancia l'allarme povertà
L'aumento della disoccupazione e l'emergenza abitativa contribuiscono al malumore in continua crescita degli abitanti romani

CRONACA | 11-11-2017

Responsive image

Roma, ufficiale l’addio di Spalletti. Chi sarà il nuovo allenatore?
L’ha comunicato la società sul suo sito

SPORT | 30-05-2017

Responsive image

4 dicembre altro che referendum: a Roma c'è il derby
Il countdown è iniziato e le premesse per assistere a un derby spettacolare ci sono tutte

SPORT | 29-11-2016

Responsive image

Responsive image

Eur, inaugurata la 'Nuvola' d'acciaio tra Roma e il cielo
L'evento è stato trasmesso in diretta televisiva, fischi e urla dalla platea per Virginia Raggi

CULTURA | 29-10-2016

Responsive image

Blasi vs Spalletti: 'È stato un uomo piccolo'
La moglie di Francesco Totti rinfaccia l'episodio di febbraio all'allenatore della Roma

SPORT | 26-09-2016




CULTURA

Responsive image

L’intrattenimento guarda al futuro: come cambia secondo Sergio Brancato

Il modo di vivere delle persone è stato radicalmente cambiato dall’impatto del...




Responsive image

MUNICIPIO DEL MARE

Per l'estate 2018 previste 90 proiezioni gratuite al centro del porto turistico di Ostia