26 maggio 2013, Lazio: mi ritorni in mente ‘Questa finale vale quanto una finale di Champions’ disse Totti nei giorni precedenti alla gara - www.Pontilenews.it


Responsive image


Dialoga con PontileNews: 06.56566573 - redazione@pontilenews.it

SPORT

 

26-05-2016

26 maggio 2013, Lazio: mi ritorni in mente

‘Questa finale vale quanto una finale di Champions’ disse Totti nei giorni precedenti alla gara


Responsive image

26 maggio 2013… una data che per ogni tifoso laziale non necessita di ulteriori spiegazioni e probabilmente neanche di parole perché è difficile stare al passo con le infinite emozioni che attraversarono quel giorno e i precedenti e i successivi. Come si può descrivere, infatti, un’attesa carica di tensioni e di brividi e, innegabilmente, anche di paure, perché entrambi le tifoserie e le squadre erano più consapevoli del peso che la sconfitta avrebbe comportato, di quello della vittoria in un’inedita stracittadina. La paura e la voglia di assistervi. Tifosi che non sentendosi in grado di reggere il peso della partita sceglievano di non saperne nulla fino a giochi fatti e tifosi che pensavano di non potersi trovare in altro luogo che allo stadio. E quindi le lunghe file ai botteghini per accaparrarsi un biglietto, nonostante quei prezzi esorbitanti che univano le proteste dei supporter di entrambi le squadre.

 

Così come resta anche difficile dipingere l’accavallarsi continuo di stati d’animo durante il tragitto verso l’Olimpico, amplificatisi durante la partita, giocata sotto lo sguardo protettivo e paziente della Madonna di Monte Mario, silenziosamente e incessantemente invocata da tanti tifosi pronti a barattare quel derby coi successivi. E ancor più difficile è raccontare il boato e quell’esplosione di felicità al 71’ quando Lulic la buttava in rete, divenuta incontenibile al triplice fischio dell’arbitro, dopo i 19 minuti più recupero più lunghi del mondo. Lo spettacolo esploso sugli spalti e riversatosi poi nelle strade della città colorate di biancoceleste, mentre i tifosi e i giocatori festeggiavano insieme, ubriacati dal sapore di una vittoria inebriante quanto unica, perché in fondo una stracittadina del genere ha dovuto attendere circa novant’anni per essere giocata e forse non sarà mai più ripetibile.

 

Per la Lazio e i suoi tifosi si aprivano giorni di grandi festeggiamenti, consumatisi tra raduni nel quartier generale di  Formello e per le strade della città. Festeggiamenti pronti puntualmente a riesplodere sul litorale romano ogni qualvolta aerei con striscioni rievocanti l’impresa solcavano il cielo. Il tutto accompagnato naturalmente da tanti, tantissimi sfottò che si riversarono anche nel Campionato successivo quando al successivo derby perso, i laziali, senza scomporsi,  esposero uno striscione in cui avvertivano i dirimpettai: avete vinto quello sbagliato.

 

Comprensibilmente per i giallorossi, invece, si spalancava il baratro. Perché quello storico derby metteva in palio un trofeo che i cugini pensavano di aver messo nella loro bacheca già dal momento in cui avevano avuto accesso alla finale. “Abbiamo mezza stella d’argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso”, scriveva con spocchia il Romanista, giornale di fede giallorossa,  e come si dice a Roma “tirandosela pure”. Nonostante nei giorni seguenti alla sconfitta (o alla vittoria a seconda del punto da cui la si considera) molte dichiarazioni abbiano tentato, comprensibilmente, di minimizzare il valore della posta in palio e i laziali siano stati anche derisi per i loro festeggiamenti, a Trigoria esplodeva la contestazione ed era talmente feroce che si passava alla rifondazione totale della squadra.

 

Si spendevano milioni per nuovi giocatori e arrivava un allenatore nuovo di zecca, presentato come un guru del calcio e spocchioso almeno quanto le dichiarazioni del Romanista. La Roma sembrava volare mentre la Lazio, ancora ubriaca della vittoria, arrancava. “Non siete andati lontano da allora”, oppure, “siete rimasti legati a quel giorno” era ed è tuttora il ritornello opposto ogni volta che un laziale si difende dietro lo scudo della “Coppa in faccia. Ma poi su un lato prettamente concreto è realmente così? Di fatto i dollari spesi da loro non hanno prodotto più risultati di un mercato fatto con il salvadanaio spaccato di Lotito, che da allora un’altra finale, pur perdendola, se l’è giocata.

 

Ma in fondo hanno ragione quando dicono che noi, tifosi romani, siamo abbastanza provinciali quando si parla di calcio. Per cui, almeno per una volta, a prescindere dalla fede possiamo riconoscerci tutti nelle parole pronunciate dal capitano Francesco Totti, qualche giorno prima della partita: “Questa finale vale quanto una finale di Champions”. E la Lazio non può che ringraziare per il “sacro” riconoscimento. Per quanto riguarda la Roma, invece, bisogna ammettere che da allora, nonostante gli alti e i bassi, un percorso di crescita ci sia stato, così come non si possono non riconoscerle gli ottimi piazzamenti in Campionato, che per ben due volte ha concluso al secondo posto. Ma, citando il grande Enzo Ferrari, che poi è uno che ha fatto la storia dello sport, alla fine “il secondo non è altro che il primo degli ultimi”.

di Stefania D'Agostino
 





Responsive image

ARTICOLI CORRELATI


Responsive image

Europa League. Follia Lazio: in sei minuti gettata via la semifinale
I biancocelesti crollano contro il modesto Salisburgo. Ora arriva il derby per provare a rialzare la testa

SPORT | 13-04-2018

Responsive image

Europa League: per la Lazio la settimana decisiva della stagione passa per Salisburgo
I biancocelesti predicano concentrazione per conquistare la semifinale di Europa League

SPORT | 12-04-2018

Responsive image

Roma-Lazio: sfida ad alta quota. Sarà il derby delle sorprese?
Di Francesco ha lanciato Gerson, Inzaghi è Luis Alberto-dipendente

SPORT | 06-11-2017

Responsive image

Responsive image

Tutto il caso Anna Frank, dagli adesivi grotteschi alla 'sceneggiata' di Lotito
L'immagine della ragazza icona dell'Olocausto è stata usata da alcuni ultras della Lazio

CRONACA | 26-10-2017

Responsive image

Una Lazio eroica batte la Juve e conquista anche 'Osho'
Con il 2 a 1 di sabato, i biancocelesti espugnano il fortino Stadium. Federico Palmaroli, in arte 'Osho', sempre più innamorato della sua Lazio

SPORT | 16-10-2017

Responsive image

Serie A, Roma e Lazio impegnate in due big match
Le due squadre capitoline contro Napoli e Juventus

SPORT | 14-10-2017



CULTURA

Responsive image

L’intrattenimento guarda al futuro: come cambia secondo Sergio Brancato

Il modo di vivere delle persone è stato radicalmente cambiato dall’impatto del...




Responsive image

MUNICIPIO DEL MARE

Per l'estate 2018 previste 90 proiezioni gratuite al centro del porto turistico di Ostia