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27-05-2016

Legambiente: le spiagge italiane sempre più invase dai rifiuti

I risultati dell'indagine nel rapporto 'Beach Litter': maglia nera a Fiumicino


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Le spiagge italiane sono sempre più coperte da rifiuti: è questo l'allarme lanciato, attraverso il rapporto “Beach Litter”, da Legambiente, che ha monitorato nel mese di maggio, 47 spiagge da Nord a Sud Italia: un'area vasta più di 106.000 mq, all'interno della quale sono stati trovati oltre 33.000 rifiuti spiaggiati, per una media di 714 rifiuti ogni 100 metri. Un vero e proprio tappeto di oggetti composto al 76% da plastica e polistirolo, oltre che da mozziconi di sigarette (che da soli rappresentano quasi l'8% dei rifiuti), carta, metallo, vetro e altri tipi di materiali in percentuali minori.

 

Un triste primato, quello della plastica e del polistirolo: il 22% dei rifiuti totali è infatti composto da piccoli pezzi di questi materiali che, con il passare del tempo, si frammentano in milioni di particelle che finiscono per danneggiare pesantemente la fauna marina. Sul podio, davanti ai già citati mozziconi di sigarette, anche i cotton fioc, con un 13% che dimostra, indirettamente, tanto l'inefficienza di un sistema di depurazione che lascia evidentemente passare i rifiuti di piccole dimensioni, quanto la cattiva abitudine di tanti italiani nello gettare questi oggetti nel wc. Seguono gli oggetti più svariati: dalle bottiglie ai tappi, dai flaconi alle stoviglie, fino ai materiali da costruzione.

 

La maglia nera delle spiagge più inquinate va al lido di Coccia di Morto, a Fiumicino, dove il Tevere sfocia nel mare e inevitabilmente, confluiscono i rifiuti trasportati dalle acque del fiume: qui sono stati contati circa 5.500 rifiuti ogni 100 metri (oltre 3.700 di soli cotton fioc). Al secondo posto c'è la spiaggia di Olivella, comune di Santa Flavia (Pa), con una media di oltre 1.200 rifiuti ogni 100 metri. A seguire anche spiagge letteralmente invase da rifiuti riconducibili alla pesca (Canovella de' Zoppoli, a Triste, con il 65%, e la spiaggia del Mar Piccolo, a Taranto con il 44% di oggetti di questo tipo).

 

Come ha dichiarato Rossella Muroni, presidente di Legambiente, “Il problema dei rifiuti spiaggiati e di quelli in mare rappresenta la punta dell’iceberg di un problema molto più complesso che deve essere affrontato al più presto. Circa il 70% dei rifiuti che entra a contatto con l’ecosistema marino affonda e solo il 15% resta in superficie. Per questo è urgente mettere in programma azioni per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera, come previsto dalla Direttiva Europea Marine Strategy, che in Italia non sono ancora state messe in campo”.

 

Il nostro Paese faccia la sua parte e raccolga la sfida dell’obiettivo che impone la direttiva Marine Strategy ai paesi membri: raggiungere il buono stato ecologico per i nostri mari entro il 2020. Senza dimenticare che per contrastare l’abbandono selvaggio dei rifiuti, è indispensabile un impegno comune e il coinvolgimento delle amministrazioni e dei cittadini. La spiaggia e il mare sono un bene comune da proteggere, e non una discarica a cielo aperto. Per questo Legambiente questo week-end con Spiagge e Fondali puliti invita tutti a partecipare alla grande pulizia delle spiagge, delle scogliere e dei fondali in programma in tutta la Penisola

 

Un'inizativa lodevole volta alla sensibilizzazione nei confronti di una situazione che rappresenta un problema sotto molteplici aspetti: da quello ecologico, considerati i danni che tali quantità di rifiuti producono all'ecosistema marino, a quello, ovviamente, turistico. Un settore che le spiagge sporche non valorizzano di certo.

di Flavio Del Fante
 





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