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17-10-2016

Serie A, appunti sparsi sull’ottava di campionato

Il Milan torna nelle zone alte della classifica, mentre all’Inter c’è uno psicodramma in corso


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A guardare la classifica di Serie A dopo l’ottava giornata di campionato, un osservatore esterno e neutrale potrebbe pensare che di interessante c’è poco. La Juventus è come al solito prima, con 5 punti di vantaggio sulla seconda, che ora è la Roma grazie alla meritata vittoria sul campo del Napoli. Ma le cose non stanno esattamente così. È vero che la Juve ha vinto 7 delle 8 partite disputate, perdendo solo con l’Inter, ma alcune di queste vittorie sono apparse piuttosto stentate. Compresa l’ultima, quella di sabato scorso contro l’Udinese. Allo Juventus Stadium, i friulani sono passati in vantaggio prima di cedere alla doppietta di Dybala. Ma la notizia è il nuovo errore di Gianluigi Buffon. Dopo aver ciccato clamorosamente l’uscita contro la Spagna, regalando agli iberici il vantaggio nello scontro diretto poi pareggiato per le qualificazioni mondiali, quello che secondo molti è “il più grande portiere di tutti i tempi” non ha di certo opposto tutto il talento che gli viene riconosciuto per fermare il non irresistibile tiro dell’attaccante ceco Jankto. Ormai vicino ai 39 anni, i primi capelli grigi a segnare la seconda età della sua vita, Buffon si è proposto come obiettivo personale altri 2 anni a grandi livelli, per poter arrivare ai mondiali in Russia ancora da protagonista. Juve e Nazionale potrebbero però pagare lo scotto di un’ambizione personale che deve fare i conti con il tempo che passa. Highlander acciaccato, voto 5.

 

L’Inter, l’unica squadra ad aver fermato la capolista in questo scorcio di stagione, sta pagando caro il suo effimero successo. La squadra è in crisi profonda, involuzione certificata dalla sconfitta subita in casa dal Cagliari. L’aspetto preoccupante, però, è l’atmosfera da resa dei conti che si respira nell’ambiente. Ad accendere la miccia ci ha pensato il suo giocatore più rappresentativo, Mauro Icardi, che non contento di bisticciare con Diego Armando Maradona sui giornali, si è messo contro anche gli ultras interisti. Il motivo? Alcune frasi di un’autobiografia appena pubblicata a firma del calciatore argentino. Ora, è già abbastanza ridicolo il fatto che un ragazzo di 23 anni senta il bisogno di dare alle stampe un riassunto della sua sia pur fondamentale esistenza, ma Icardi ha voluto andare oltre. Nel libro, il centravanti racconta della contestazione ricevuta dopo una partita persa contro il Sassuolo nel febbraio dello scorso anno. Dopo aver ricostruito l’accaduto – una ricostruzione che viene smentita dai tifosi – Icardi scrive: «Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo». L’intero periodo, dal tono vagamente minaccioso, supera incredibilmente il visto si stampi e finisce davanti agli occhi dei tifosi, che non la prendono proprio bene. Un gruppetto di ultras va sotto casa di Icardi e srotola uno striscione con il quale invita l’attaccante a mostrare i famosi “amici argentini”. Il clima è talmente teso e la situazione così confusa che l’ex presidente Moratti si è tirato fuori da ogni possibile coinvolgimento in società dopo le voci che lo volevano di nuovo attivo in tal senso. Icardi e ultras, voto 0 da dividere in due.

 

C’è una parte di Milano che ride. Il Milan torna in seconda posizione dopo qualche anno grazie alla vittoria di Verona contro il Chievo. Considerata dai principali osservatori come una squadra inferiore a Juve, Roma, Napoli e Inter, il Milan sembra aver trovato un proprio equilibrio, mostrando inoltre una certa originalità rispetto alle altre big del campionato. È infatti una delle squadre a utilizzare il maggior numero di italiani in campo, ormai una vera rarità in Serie A. Condivide il record con il Sassuolo, altra squadra rimasta agli anni ’90 in quanto a impiego di stranieri. Dal vivaio rossonero è giunta una ventata di novità e di giovani giocatori molto interessanti, primo fra tutti il portiere Donnarumma, che ha già conquistato il posto di vice-Buffon in Nazionale. L’altro nome da tenere in considerazione per il presente e per il futuro è quello di Manuel Locatelli, centrocampista di talento e di personalità che ha solo 18 anni. The Italian Job, voto 7.

di Andrea Piccoli
 





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