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CULTURA

 

12-11-2016

Le 5 cose che rendono il gatto l’animale più amato-odiato dall’uomo

In occasione della 16esima mostra felina di Roma, un elenco delle (particolari) caratteristiche dell’animale protagonista dello show


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Si terrà il 19 e il 20 novembre, presso la Nuova Fiera di Roma, la sedicesima edizione dell’Esposizione internazionale Felina, uno show – che si presenta come un vero e proprio concorso di bellezza – che decreterà il gatto più bello tra i partecipanti. Sfilate, mostre, mercatini su misura felina e spettacoli per bambini animeranno uno degli eventi più conosciuti al mondo in tema di gatti, in collaborazione con l’Arca Onlus per gatti sfortunati che gestisce l’oasi felina di Porta Portese a Roma. Gatti a pelo lungo, a pelo semilungo, a pelo corto, siamesi e orientali: tra di essi si nasconde il vincitore, decretato da un’apposita giuria che di volta in volta farà una cernita dei gatti più “meritevoli” (conformi agli standard previsti dallo show) fino all’enunciazione del Best in show. 

 

Gli espositori, come genitori orgogliosi della propria creatura, attendono con ansia il momento finale, che li porterà – in caso di vittoria – sul palco da protagonisti insieme al proprio gatto. Quest’ultimo, universalmente riconosciuto come un abilissimo cacciatore, dall’andamento scaltro ed elegante misto a momenti di balzo fulmineo proprio no, non riesce a mettere tutti d’accordo. C’è chi alla compagnia di un gatto preferisce quella del “fidatissimo” cane. Cosa rende i felini gli animali più amati-odiati dall’uomo?

 

Sensibilità felina vs sensibilità canina. Non c’è storia. Il cane che vede allontanarsi il proprio padrone soffre come soffrirebbe un bambino a cui manca la mamma. Secondo New Scientist, rivista scientifica inglese, che ha raccolto i risultati di esperimenti e ricerche effettuati sui gatti, questi ultimi sono molto più indipendenti e meno legati al padrone di casa. L’indipendenza felina comporta anche un più basso livello di mantenimento economico rispetto alle numerose cure di cui ha bisogno un cane. 

 

Carattere e socialità. Torna l’indipendenza marcata dall’emancipazione: i gatti rivendicano i propri spazi, mostrando un carattere aspro. I cani sono invece, dopo l’uomo, gli animali sociali per eccellenza. 

 

Sviluppo dei sensi. Non c’è storia parte 2, ma stavolta ad avere la meglio sono i gatti. Udito raffinato, vista acuta che fa impallidire i più sofisticati strumenti di visione notturna e olfatto molto più sviluppato rispetto a quello dei cani. A ciò si aggiunge una più raffinata tendenza alla persuasione, derivante da un miagolio modulato di volta in volta in relazione alle esigenze del felino che spesso imita i teneri gemiti di un neonato con conseguenti effetti di intenerimento sul padrone. Le fusa di un gatto hanno anche qualità curative: è stato scoperto che le vibrazioni, dai 20 ai 140 Hz, abbassano la pressione del sangue e abbattono i sintomi della dispnea (respirazione alterata nel ritmo o nella frequenza).

 

Si adeguano alle esigenze del padrone. I gatti non hanno bisogno di particolari attenzioni. A differenza dei cani, non hanno bisogno di cure poiché, in virtù della loro già citata indipendenza, amano badare a se stessi. Non occorre portarli spesso fuori o coccolarli, insomma, per la gioia dei padroni e della loro fitta agenda di impegni.

 

Alla fine ne rimarrà uno solo. La furbizia dei gatti, questa (s)conosciuta. Nonostante la dimensione e la forza fisica dei cani, sono sempre i felini a conquistare i bocconi più succulenti e le cucce più comode. La scienza ha dimostrato che i gatti, oltre ad essere estremamente furbi e autonomi, sono anche apertamente inclini all’apprendimento di nuove tecniche per migliorare le proprie condizioni di vita. Il cane asseconda il padrone, il gatto manifesta a “zampa dura” i propri desideri, mostrando una volontà di ferro nel raggiungere i propri obiettivi. Non dimentichiamo che il gatto è il degno “cugino” dei più grandi felini predatori.

di Serena Gazzaneo
 





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