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CRONACA

 

29-11-2016

Le parole di Saviano e la chitarra di Jovanotti

In occasione dell’evento Sottosopra, nell’Alcatraz di Milano sono stati letti dei brani del romanzo 'La paranza dei bambini'


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La chitarra in mano, il suo berretto da eterno “Jovanotto” sulla testa e più di tremila persone ad ascoltarlo. «Veloce si nasce in mare. Veloce si è pescati in mare. Veloce si finisce nel rovente della pentola. Veloce si sta tra i denti. Veloce è il piacere», canta Lorenzo Cherubini sul palco dell’Alcatraz di Milano, in occasione dell’evento Sottosopra dedicato a Roberto Saviano. Quelle parole, accompagnate dalla musica della chitarra suonata da Jovanotti, sono tratte dal romanzo La paranza dei bambini, scritto da Saviano stesso. L’evento, con il quale sono stati raccolti fondi per  il Nuovo Teatro Sanità di Napoli, ha portato sul palco dell’Alcatraz personaggi famosi come Ligabue, Geppi Cucciari, Linus e Lorenzo Cherubini  che hanno interpretato brani tratti dai romanzi di Saviano come il celebre Gomorra e La paranza dei bambini, l’ultima opera uscita il 10 novembre scorso .

 

«Raccontare ciò che è sotto, ciò che è nascosto, ciò che è in ombra, ciò su cui io voglio dare luce», con questa parole Saviano descrive il suo nuovo romanzo, i suoi protagonisti – dei ragazzini appartenenti alle nuove generazioni – e il pensiero «perenne, costante, ossessivo» di questi ultimi: «Cash, cash is king. Denaro, denaro è il re». Per parlare di questo, Saviano utilizza la metafora della paranza che è «il nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. Il nuovo sole è elettrico, la luce occupa l’acqua, ne prende possesso, e i pesci la cercano, le danno fiducia». Per i giovanissimi protagonisti del nuovo romanzo l’obiettivo è fare soldi senza sforzo e «diecimila euro valgono la pena per ammazzare una persona». Così i ragazzi di paranza, mossi da questo desiderio, decidono di uccidere, di spacciare e di rischiare la vita, racconta l'autore.

 

Anche Napoli, descritta da Saviano in un’intervista, rappresenta una grande metafora. Lo scrittore si domanda quale può essere l’alternativa qualora si nasca in una periferia come quella di Rio, Bogotà, di Milano o di Napoli stessa. La risposta è quella di «inventarti una strategia di vita, che spesso significa tuffarsi nel rischio criminale». La Paranza dei bambini, afferma lo scrittore, «è il racconto di dove stiamo andando [...]. La sintesi di una generazione che non può far altro che sparare prima di essere sparata».

 

di Giulia Morici
 





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