L'Italia dei crolli: non solo il ponte di Ancona Cinque mesi fa franò il cavalcavia di Annone. Chi è che deve tenere in ordine cosa? - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

10-03-2017

L'Italia dei crolli: non solo il ponte di Ancona

Cinque mesi fa franò il cavalcavia di Annone. Chi è che deve tenere in ordine cosa?


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Sono passati circa cinque mesi da quando il cavalcavia di Annone, in Lombardia, franò sulla sottostante strada statale 36. Il bilancio allora era di un morto e cinque feriti. Ieri invece un ponte è crollato sull’autostrada A14 nelle Marche, tra Loreto e Ancona Sud: nel cedimento sono morte due persone e tre sono i feriti. Purtroppo episodi di questo tipo sono frequenti. Come appare evidente, a chi questa Italia la percorre tutti i giorni a bordo di una qualsivoglia vettura, da nord a sud, la questione delle infrastrutture stradali si è conquistata grande spazio nel dibattito politico, ma anche e soprattutto nella riflessione economica del paese.

 

Nella storia delle autostrade italiane si rispecchia inevitabilmente l’incerto, e mai risolto, rapporto fra pubblico e privato che s’intreccia senza una chiara delimitazione dei ruoli. Se dunque è vero che gli italiani furono tra i primi a dare grande impulso tecnologico al paese, sin da epoca fascista, concependo e realizzando autostrade, e sicuramente esportando ancora oggi in tutto il mondo il nostro sapere in materia, dall’altra parte è anche vero che  mai come oggi la capacità di investire degli enti pubblici  è ridotta al midollo, logorata dai tagli alle finanze. In Italia le tematiche all’ordine del giorno sono molteplici: l’Italia degli sprechi, delle grandi elargizioni alla politica, quella corrotta e quella dei tagli, soprattutto nel pubblico. Considerando poi come gran parte delle infrastrutture, ponti e viadotti, siano stati costruiti durante gli anni cinquanta e sessanta, salvo poche eccezioni, la manutenzione il più delle volte risulta carente o pressoché assente. Si è sempre preferito destinare fondi su nuove opere compiendo opere di restyling solo quando il problema si era palesato (qualcuno direbbe finché non c'è  scappato il morto).

 

La verità è che molte opere esistenti si sono invecchiate con il tempo e iniziano a perdere pezzi. La questione si complica poi sulla competenza: Chi è che deve tenere in ordine cosa? Lo Stato? Le Regioni? O quel che resta delle Province? Probabilmente in questo pandemonio, la verità è che nessuno ha mai voluto fare chiarezza mettendoci mano.

 

Foto: Polizia di Stato

di Giulia Bordini
 





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