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SPORT

 

04-05-2017

Strage di Superga: 68 anni fa, una delle tragedie sportive più grandi della storia

Oggi si ricorda la favola del Grande Torino


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4 maggio 1949: una data che ogni tifoso granata – ma non solo – porta dentro di sé. Ma andiamo per ordine:  il 3 maggio  il  Grande Torino di Valentino Mazzola si trovava a Lisbona per disputare una partita amichevole contro il  Benfica del capitano Francisco Ferreira, il cui incasso sarebbe valso come una sorta di liquidazione per il giocatore lusitano che, non navigando in buone acque economicamente e con il ritiro sulla carta alle porte (Ferreira in realtà gioco poi ancora diverse partite prima di ritirarsi) pensò bene di organizzare questa amichevole di lusso. Il match, disputato all’Estádio Nacional di Lisbona e diretto dall’arbitro inglese Pearce, terminò con il successo per 4-3 dei padroni di casa. Un’amichevole, solo un’amichevole: questo sarebbe dovuta essere. Una giornata di festa  all’insegna dello sport e della solidarietà nella splendida cornice di uno stadio gremito, che quel giorno contava più di quarantamila spettatori. Dal punto di vista prettamente calcistico fu un successo - non capita tutti i giorni di assistere a 7 gol nell’arco di 90 minuti – e il ricavato fu utile alla causa.

 

Quello che  nessuno avrebbe mai potuto immaginare, però, è che quella sarebbe stata l’ultima partita disputata dal Grande Torino. Il giorno seguente, il 4 maggio 1949, l’aereo su cui viaggiava la squadra, in prossimità dell’atterraggio, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della basilica di Superga, sulla collina torinese. Si trattò di una tragedia enorme: su quell’aereo viaggiavano 31 persone tra giocatori, dirigenti, giornalisti e membri dell’equipaggio. A oggi è ricordata come una delle più grandi tragedie sportive della storia, tanto che nella data in questione è stata istituita la Giornata mondiale del giuoco del calcio. Una tragedia che ancora oggi suscita, in tutti coloro che amano questo sport e non solo, un sentimento di angoscia e di orgoglio allo stesso tempo: “Morti per la maglia” recita infatti il mantra della curva granata. Una tragedia che va oltre la fede calcistica: nessuno può esimersi dallo stringersi attorno alle famiglie, alla storia, alla maglia, che si tratti di tifosi granata o di rivali.

 

Sabato 6 maggio andrà in scena allo Juventus Stadium il 144° derby della Mole, a cui sono legati, oltre a partite meravigliose e indimenticabili, e ai classici sfottò da stadio concessi e “dovuti” specie tra concittadini, anche episodi di cattivo, cattivissimo gusto, quali striscioni e cori denigratori di tifosi juventini nei confronti della strage del Grande Torino.

In occasione del derby di sabato, che capita a soli due giorni dall’anniversario, l’auspicio è che la memoria di una squadra che ha fatto storia non venga infangata dai soliti balordi che con il tifo e lo sport non hanno nulla a che vedere. La gara di andata dell’11 dicembre ha segnato il primo derby disputato allo stadio Grande Torino (nome con cui è stato intitolato il comunale di Torino). Lo stadio è stato teatro, oltre che di una gran bella partita, terminata  per 3-1 in favore dei bianconeri, di splendide coreografie in onore di Valentino Mazzola e compagni. L’auspicio è che questa magia non smetta di aleggiare sul mondo del calcio. Il calcio ha bisogno di ricordare il Grande Torino, e nel ricordo la sua favola deve continuare.

 

di Stefano Ferrera

 





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