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CRONACA

 

17-06-2015

Michelle Obama, Let’s Move! e la Fda contro i grassi idrogenati. Le vittorie del cibo sano

Mentre Michelle Obama in visita a Milano ricorda il valore dell’alimentazione, i grassi idrogenati dovranno sparire dai prodotti statunitense.


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Michelle Obama è giunta quest’oggi a Milano per una visita alla città e all’Expo italiano dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”. Proprio per l’interesse per l’alimentazione ed il cibo che Michelle Obama è venuta in visita in Italia, accompagnata dalle due figlie Sasha e Malia e dalla mamma, la signora Marian Robinson. La first lady americana infatti è dal 2009 in prima fila a combattere contro l’obesità, vera piaga della società americana. Per questa ragione è da ormai cinque anni che Michelle ha fondato un’associazione Let’s Move!, che promuove uno stile di vita più sano ed un’alimentazione nutriente ma senza eccessi.

Dal 2009 ad oggi Let’s Move! è stato il vero pallido di Miss Obama, che ha in tutti i modi mandato avanti la sua campagna verso una rieducazione del popolo americano, troppo spesso soggetto a problematiche cardiovascolari legate all’obesità. Quando nel 2009 comparve un orto alla Casa Bianca, molti furono i commenti divertiti alla singolare iniziativa; ma quella fu solo l’inizio di una campagna di immagine sulla quale Michelle Obama ha investito molto del suo tempo.

In un’intervista esclusiva rilasciata a La Stampa, la first lady americana ha spiegato i motivi di Let’s Move! e l’importanza dell’associazione; il cibo negli Stati Uniti è il primo grande indicatore sociale, più le classi sono povere, peggiore è la qualità degli alimenti che mangiano. Per questa ragione l’obesità, soprattutto infantile, è il risultato di situazioni disagiate come quelle della popolazione suburbana che vive nelle periferie “peggiori” delle grandi città americane. Michelle Obama, del resto, non ha peli sulla lingua e spiega i difetti della sua America sulla questione alimentazione: “Le donne hanno bisogno di essere informate e di avere la possibilità di decidere di fare della propria salute e di quella delle loro famiglie una priorità. E questo significa innanzitutto rendere i prodotti alimentari sani alla portata di tutti, cioè convincere più negozi e mercati a servire i quartieri e le comunità che finora sono stati più trascurati in questo senso. Significa anche assicurare alle famiglie un reddito sufficiente per poter tranquillamente comprare quei cibi.”

Michelle Obama ha fatto passare la sua battaglia attraverso le mense scolastiche; un’istruzione che garantisce cibo di qualità ai propri bambini contribuisce, non solo ad una corretta alimentazione, ma anche ad un’adeguata educazione in questo senso. “Con Let’s Move! abbiamo dato inizio a un nuovo dialogo su come viviamo e ci alimentiamo negli Stati Uniti e i risultati che abbiamo raggiunto finora hanno superato ogni nostra aspettativa: 1,6 milioni di bambini frequentano ora asili nido più sani dove frutta e verdure hanno sostituito biscotti e succhi di frutta; nelle mense scolastiche più di trenta milioni di bambini consumano prime colazioni e pasti di mezzogiorno più sani. Due milioni di bambini hanno nella mensa delle loro scuole un buffet con insalate e verdure promosso da Let’s Move!. Circa nove milioni di bambini delle Scuole attive con Let’s Move! fanno almeno sessanta minuti di attività fisica ogni giorno.”

L’arrivo di Michelle Obama nella città che ospita l’Expo 2015 capita quasi in contemporanea con un’altra notizia che giunge direttamente dagli Stati Uniti. Quasi a voler sottolineare una vittoria morale dell’associazione della first lady, la FDA, Food and Drug Administration si è pronunciata ieri contro i grassi idrogenati. Questi, infatti, sono molto utilizzati nei prodotti made in Usa al fine di conservare a lungo gli alimenti appetibili e gradevoli al gusto, e hanno un basso costo. Per questa ragione la grande industria alimentare ha spesso abusato dei grassi idrogenati, aumentando i casi di obesità negli Stati Uniti come nel resto del mondo. Gli acidi grassi trans, presenti nei grassi idrogenati, favoriscono l’insorgere di malattie cardiovascolari come aterosclerosi e ictus celebrali. Il no degli Usa è un’importante cambiamento per le aziende di prodotti alimentari che avranno tre anni per far sparire i grassi idrogenati dai loro cibi. 

 





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