Donne e scarpe, un amore vero che costa caro Secondo l'Eurostat, nel 2013 le donne avrebbero impiegato il 51% del totale della propria spesa nell'acquisto di scarpe - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

17-10-2017

Donne e scarpe, un amore vero che costa caro

Secondo l'Eurostat, nel 2013 le donne avrebbero impiegato il 51% del totale della propria spesa nell'acquisto di scarpe


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Che le donne siano ossessionate dalle scarpe è un luogo comune largamente diffuso. Ma a quanto dicono i dati pubblicati dall'Eurostat – l'ufficio statistico dell'Unione Europea – un fondo di verità ci sarebbe. Secondo un recente report riguardante l'andamento del mercato calzaturiero europeo, infatti, nel 2013 le donne avrebbero impiegato il 51% del totale della propria spesa nell'acquisto di scarpe, per un valore complessivo di circa 34,4 miliardi di euro. Tuttavia, il legame che intercorre tra donne e mondo delle calzature è più complesso di quanto si possa pensare. 

 

Nel 2014 l'Industrial european trade union, in associazione con l'European confederation of the footwear industry e il supporto della Commissione Europea, ha pubblicato sul proprio sito un report frutto dell'analisi del mercato europeo delle calzature. Il primo dato riportato riguarda la contrazione del 18,4% che si registra a partire dal 2008, a causa della crisi economica e del conseguente fenomeno della delocalizzazione. Tra i cinque paesi che costituiscono l'85% delle aziende produttrici di calzature, nel 2013 l'Italia si conferma il mercato leader nel settore – 54% del totale del giro di affari del settore delle calzature. In termini assoluti, il fatturato della vendita di scarpe italiane è stato attorno a 14 miliardi di euro. Nonostante sia composto principalmente da piccole e medie imprese specializzate, il mercato italiano produceva più della metà del fattore aggregato europeo. Da una ricerca più approfondita si evince che la manodopera impiegata nelle imprese italiane è a prevalenza femminile: nel 2012 si registra il 55,2% di occupazione femminile contro il 44,8% di occupazione maschile. Le italiane non sono solo acquirenti affezionate, dunque, ma anche produttrici specializzate. Ma non solo le donne italiane apprezzano. Infatti l'aumento delle esportazioni – del 73% in termini di valore e del 46% in termini di paia di scarpe – è la controprova del riconoscimento internazionale della qualità del prodotto europeo.  

 

Tenendo come riferimento sempre il 2013, dai dati pubblicati dall'Istat, l'istituto nazionale di statistica, relativi ai consumi medi delle famiglie italiane si riscontra una contrazione del 2,7% per beni e servizi rispetto all'anno precedente e in particolare una diminuzione dell'8,9% nel settore abbigliamento e calzature. Dal 2010 al 2013, la spesa media mensile degli italiani per quanto riguarda le calzature si è ridotta da 33,87 euro a 29,10 euro. Come inserire questi dati nel quadro di riferimento precedentemente proposto? Indubbiamente l'aumento delle importazioni di prodotti da mercati con un basso costo della manodopera – come riportato dall'Eurostat – influisce sul dato percentuale e numerico, ma non è l'unica risposta. 

 

Sempre nel 2014 Sarenza, società francese leader nel settore dello shopping online, ha reso pubblici i risultati del barometro sull'e-commerce europeo condotto da Harris Interactive – importante compagnia americana che si occupa di indagini di mercato – prendendo a campione sette paesi europei, tra cui l'Italia. Secondo quanto riportato, quest'ultimo sarebbe il paese in cui si acquistano più scarpe. Nonostante, in termini assoluti, le donne siano consumatrici più assidue, sembrano siano gli uomini a detenere il primato di acquisti online. Ma il dato che più interessa è quello che rivela una certa attenzione al periodo dell'anno in cui si fa shopping: il 59% degli italiani, sia donne che uomini, aspetterebbero il momento dei saldi per fare i propri acquisti. Un'attenzione che, in realtà, non sacrificherebbe la qualità delle scarpe a beneficio del prezzo ridotto. L'85% degli intervistati ammette di comparare tra più portali lo stesso modello di scarpa per scegliere poi l'offerta migliore al momento migliore. Consumatrici – ma anche consumatori – sempre più appassionati, quindi, ma anche sempre più consapevoli.  

 

di Eleonora Savona

 





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