Andy Warhol: oltre la fama, l'eternità della sua arte Artista eccentrico e rivoluzionario, attore e produttore cinematografico, è ricordato in tutto il mondo per la Pop Art - www.Pontilenews.it


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CULTURA

 

22-02-2018

Andy Warhol: oltre la fama, l'eternità della sua arte

Artista eccentrico e rivoluzionario, attore e produttore cinematografico, è ricordato in tutto il mondo per la Pop Art


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Il 22 febbraio del 1987 moriva, a soli 59 anni, Andy Warhol, protagonista indiscusso del Novecento. Artista eccentrico e rivoluzionario, attore e produttore cinematografico, è ricordato in tutto il mondo per aver fatto dell'arte, la pop art, un prodotto commerciale e portavoce del boom economico della sua epoca. La maggior parte dei suoi soggetti, infatti, si poteva facilmente trovare sugli scaffali del supermercato. Celebri a questo proposito le sue bottiglie di Coca Cola o i barattoli della zuppa Campbells.

 

Andy Warhol è conosciuto soprattutto per le sue serigrafie. Alcune di queste opere sono diventate icone, come quella in cui sono ritratte Marilyn Monroe, la principessa Diana o Che Guevara. L'artista statunitense amava rappresentare poi anche immagini d'impatto, come incidenti stradali o sedie elettriche. La sua eccentricità non si limitava solo alla scelta dei soggetti, ma era tipica anche delle tecniche di realizzazione dell'opera. La sua caratteristica vincente era la ripetizione e il colore: Warhol infatti riproduceva su grandi tele lo stesso soggetto moltissime volte, alterandone il colore. L'artista ha ritratto poi molte personalità influenti del tempo. Essere ritratti da Warhol era conferma del proprio status sociale.

 

Andy Warhol non era solo arte. Per tutta la vita ha svolto volontariato presso i rifugi dei senza tetto ed era un cattolico praticante. Tra le sue opere figurano infatti anche soggetti religiosi, immancabilmente reinterpretati secondo il suo stile. L'artista rappresenta la doppiezza dell'animo umano: omosessuale, ma profondamente religioso, pubblicizza le multinazionali nelle sue opere, ma è un ardito critico della società dei consumi. Durante un'intervista a Gretchen Berg, disse di se stesso: «Sono stato definito con gli aggettivi "complesso, naive, acuto e sofisticato", tutti nello stesso articolo! Ma lo hanno scritto con malizia. Queste sono affermazioni contraddittorie, eppure non è che io sia pieno di contraddizioni, semplicemente non ho delle forti opinioni». L'ultimo paradosso che lo riguarda è l'esposizione delle sue opere, tutt'altro che tradizionali, presso i musei Vaticani (Adnkronos). La mostra, allestita da Barbara Jatta, sarà disponibile nel 2019.

 

di Francesca Splendori

 





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