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CULTURA

 

12-04-2018

Quei prepotenti del Mep che tappezzano i muri di poesie

A noi è capitato di trovarli a Siena, ma i poeti urbani sono dappertutto


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Quando ci si trova in una città dove la Storia ha vissuto ed è stata tramandata attraverso le cattedrali immense, le antiche piazze e le solide mura che il tempo fatica a logorare, non si fa attenzione a quei particolari che, ad un primo sguardo distratto, possono apparire insignificanti. A volte accade, invece — un po’ per caso, un po’ per fortuna — che si riescano a cogliere dettagli nascosti, così timidi da mimetizzarsi con un muro scrostato o un volantino pubblicitario. Succede mentre si fotografa un tramonto che saluta la città, o mentre camminiamo pensierosi per strada. Basta un movimento del capo distratto che si possono scorgere dettagli inaspettati e preziosi. È ciò che ci è successo a Siena, città d’arte, di Storia e di storie.

 

«Fluttuo, nel ricordo sospeso. Leggero, navigo supino e disteso. Sento il tuo profumo dolce. Un fiore in mente bello come il tuo nome. E più niente.». Questo è ciò che si può scovare prima di salire la scalinata di piazza San Giovanni che conduce al Duomo di Siena. Proprio di fronte il belvedere dal quale si può ammirare uno scorcio della città toscana, facendo attenzione, si possono notare due fogli di carta strapazzati dal tempo attaccati a un contatore su un muro. Sui fogli si posano i versi di un poeta anonimo. Come quando un fiore nasce spontaneamente da una buca ricavata nell’asfalto, la stessa meraviglia si prova nel vedere fiorire una poesia su un muro. Il merito di tutto questo non è di un singolo, ma di una comunità di poeti che si è unita dando vita al Movimento per l’emancipazione della Poesia (Mep).

 

Il Mep è un movimento artistico fondato a Firenze nel 2010 che ha come obiettivo quello di «restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altri arti, e al contempo di non lasciarla a esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade, nelle piazze», si legge sul sito ufficiale. La comunità è disposta a tutto per perseguire l’obiettivo di sensibilizzazione, anche ad atti di «prepotenza», perché «azioni di forte impatto sono in grado di sortire immediatamente il proprio effetto». Il concetto di “prepotenza”, di cui parlano i poeti urbani, consiste nell’affiggere sui muri di strade, vicoli e piazze fogli con poesie. Il fortunato che riesce a scorgere quel pezzo di carta — spesso usurato dalle intemperie — e a non ignorarlo, viene catturato da quell’atto di delicata ribellione. In quel momento l’opera del Mep è compiuta, perché vuol dire che sono riusciti a «far perno su quella proprietà intrinseca della parola scritta per la quale risulta impossibile per chiunque getti su di essa lo sguardo non leggerla, in quanto la parola si fa leggere e decodificare nel momento stesso in cui viene vista».

 

Il Movimento per l’emancipazione della Poesia scavalca i confini toscani diventando virale: Venezia, Brescia, Pavia, Trento, Roma, Foggia. Ma anche Amsterdam e, naturalmente, il web dove il Mep ha fondato una pagina Facebook. È qui che si riunisce una comunità viva e frizzante, è qui che si condividono poesie trovate per strada.

di Clara Pellegrino
 





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