Professori vittime dei bulli. Maria Rita Parsi: 'Serve un nuovo modo di concepire l'istruzione' La nuova frontiera del bullismo: minacce e violenza sui professori - www.Pontilenews.it


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CRONACA

 

20-04-2018

Professori vittime dei bulli. Maria Rita Parsi: 'Serve un nuovo modo di concepire l'istruzione'

La nuova frontiera del bullismo: minacce e violenza sui professori


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L’esistenza del fenomeno del bullismo all’interno delle scuole è cosa da sempre tristemente nota a noi tutti. Fin dall’infanzia, a ogni bambino viene insegnato che i bulli esistono e che non c’è vergogna nel chiedere un aiuto per riuscire a difendersi dai loro dispetti e dalla loro violenza. Per prima cosa, quando si viene presi di mira, il consiglio è sempre quello di rivolgersi ai professori o ai maestri per ottenere aiuto, in quanto figure autorevoli tra le mura degli istituti scolastici. Se tutto ciò è, come detto, noto a tutti noi, negli ultimi giorni il bullismo si sta affacciando sulla nostra realtà sotto nuove e — se possibile — ancora più inquietanti spoglie. Non cambiano i carnefici ma cambiano le vittime: non più soltanto bambini, non più solo i compagni di scuola o di classe, ma addirittura gli stessi professori

 

Dall’inizio del 2018 i casi di violenza verbale e addirittura fisica perpetrati da studenti nei confronti dei loro stessi professori sembra stiano moltiplicando progressivamente. Sui social e in rete i video che riprendono questi soprusi vengono caricati dagli stessi aguzzini ed esibiti con fierezza, come fossero gloriose conquiste, facendo sì che il fenomeno si diffonda e che la violenza continui ad autoalimentarsi. L’ultimo caso ad aver fatto scalpore si è verificato in un liceo di Lucca, dove uno studente ha umiliato il professore che lo aveva interrogato costringendolo a dargli la sufficienza. Ma non si è fatto in tempo a confrontarsi con quest’ultimo preoccupante episodio di bullismo che l’allarme già ricomincia: siamo a Velletri e uno studente di un istituto tecnico viene ripreso mentre minaccia la sua insegnante di scioglierla nell’acido. A ben vedere, l’episodio in questione è avvenuto un anno fa, ma sull’onda della diffusione di questi eventi soltanto in questi giorni il video è divenuto virale, stimolando un intervento delle autorità giudiziarie. 

 

Davanti a questo scenario, si sente la necessità di correre ai ripari, nel tentativo di arginare questa violenza cieca; così la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli chiede di non minimizzare la situazione e di escludere i ragazzi dagli scrutini nei casi più gravi di bullismo. Mentre la famosa scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi in un recente comunicato punta sulla necessità di fare scuola in maniera nuova e diversa: «Purtroppo questa è la cartina di tornasole di quale autorità, anzi autorevolezza, hanno presso questi ragazzi i professori e i genitori. I comportamenti di questo genere derivano da quello che questi ragazzi hanno assimilato, altrimenti non ci sarebbero», afferma la studiosa, e continua: «L'istruzione non è solo trasmettere delle nozioni. I giovani hanno bisogno di capire che la scuola è un centro culturale polivalente biblioteca, aperto dalla mattina alla sera dove possono fare, non solo apprendimento e formazione, ma avere laboratori, ricevere un'educazione secondo criteri che possono essere della traduzione culturale cattolica o ebraica o islamica. Un luogo dove possono vedere film, presentazioni di film, fare teatro o essere assistiti psicologicamente. La scuola deve essere un patrimonio, non un luogo dove andare a prendere voti»

 

di Livia Larussa

 





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